Traffico internazionale di auto, rito abbreviato e condanne

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LUCCA – Rito abbreviato e condanne per alcuni imputati dell’indagine “Operazione Gallardo”, questa mattina al Tribunale di Lucca davanti al gup Marcella Spada Ricci. Stefan Petrovici è stato condannato a 6 anni di carcere, Sorin Petrovic a tre anni, Nicolae Guresu a 4 anni e 4 mesi,  Sorin Stefan Petrovici a a 2 anni e 4 mesi,  Schein Pirosca detta Biza a un anno-

Sedici ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Polizia di Stato di Lucca nei confronti di un gruppo criminale, composto da italiani e stranieri, dedito al riciclaggio internazionale di veicoli di lusso. Fu questo il bilancio dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Virgilio Russo e dalla Polstrada. Altre 32 persone furono denunciate in stato di liberta’ per i reati di appropriazione indebita e simulazione di reato, essendosi prestati a cedere le autovetture sottoposte a contratto di leasing ed a denunciarne falsamente la perdita di possesso, simulando il furto come avvenuto posteriormente alla immatricolazione in Germania. L’indagine, svolta dagli investigatori della Mobile della Questura di Lucca e delle Squadre di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Firenze, della Sezione di Lucca e della Sottosezione di Viareggio, aveva permesso di scoprire che il gruppo criminale era specializzato nella ricettazione e nel riciclaggio all’estero di decine di autovetture di lusso, Lamborghini, Mercedes, Audi, con profitti illeciti per alcuni milioni di euro. Gli italiani, quasi tutti imprenditori edili del casertano e della Puglia trapiantati in provincia di Lucca, e soprattutto a Viareggio, e in Versilia, avevano il compito di acquistare le autovetture con contratti di leasing presso societa’ finanziarie in Italia, per poi consegnarle ad un clan di rumeni che gestisce una ditta di esportazione auto usate a Viareggio. “Gli italiani – come spiegato durante la conferenza stampa in questura dal dirigente Virgilio Russo –  denunciavano il furto delle auto e intascavano il premio della polizza assicurativa”. Circa 4 milioni di euro i profitti del gruppo criminale, secondo quanto ricostruito vicino al clan romeno di Cirpaci: con i proventi illeciti realizzati avrebbero acquistato e ristrutturato interi quartieri di Timisoara, in Romania. L’indagine e’ stata seguita da Eurojust, l’organismo europeo di coordinamento tra le Autorita’ giudiziarie europee, che ha tenuto apposite riunioni a L’Aja.  dove hanno partecipato magistrati e poliziotti di Lucca e Firenze per l’Italia, nonche’ delle procure e delle polizie di Germania, Romania, Spagna e Belgio “Gallardo” il nome dell’operaione che ha sgominato un sodalizio criminale composto da soggetti italiani e rumeni, gran parte dei quali residenti in Versilia ed in buona parte pregiudicati, dediti al riciclaggio internazionale di veicoli di lusso, tra cui anche il modello di Lamborghini che ha dato il nome all’operazione. L’ indagine è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Lucca Aldo Cicala e dal Sostituto Aldo Ingangi. Il Gip Giseppe Pezzuti ha disposto le misure restrittive. Le auto, tutte di lusso venivano acquistate a leasing o fornite a prezzi di favore alla banda, in Italia e in Lucchesia, che poi le immatricolava in Germania, intestandole in alcuni casi anche a dei morti. In un secondo momento venivano simulati i furti delle vetture,  ma era una truffa: in realtà le auto venivano rivendute attraverso siti internet, in specie Subito.it,  spesso e volentieri con identità false, e a prezzi stracciati. L’input all’indagine è partito da EuroJust, l’organismo europeo di coordinamento delle autorità giudiziarie degli stati membri dell’Ue, che aveva segnalato il “giro”. sospetto, di immatricolazioni illegali. A Lucca, però, in realtà, sia la squadra mobile che la Polstrada, erano da tempo sulle tracce dei criminali, per una indagine succesiva alla gambizzazione da parte del clan Saetta di Stefan Petrovici, avvenuto a ottobre 2011, che aveva portato in carcere  ben 4 persone.  L’episodio di sangue era avvenuto il 25 ottobre del 2011, e da quanto ricostruito dagli uomini della prima sezione della squadra mobile diretti dall’ispettore capo Roberto Femia e coordinati dal dirigente Virgilio Russo, Alessandro Discetti, 40 anni, aveva espoloso in via Paladini, al Varignano, ben sei colpi di pistola, calibro 7,65, contro la macchina guidata dal Petrovici, ferendoloalle gambe. Il movente, secondo la polizia, era stato un regolamento di conti con l’imprenditore rumeno, accusato di non aver restituito a Vincenzo Saetta le chiavi di una Mercedes presa in leasing. L’accordo, infatti, sarebbe stato quello di esportare l’auto in Germania, simulando il furto come se fosse avvenuto in Italia ma il Petrovici avrebbe dovuto restituire le chiavi dell’auto, per permettere l’incasso dell’assicurazione. Chiave non restitutia, e proprio questa “violazione” avrebbe scatenato prima una “spedizione punitiva”, avvenuta in piazza Karlovy Vary a Viareggio, poi la gambizzzazione. Al sodalizio criminale fu contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione ed al riciclaggio all’estero di circa 300 autovetture di lusso, con profitti illeciti per almeno quattro milioni di euro. Si sottolinea peraltro che la Specialità Polizia Stradale è referente Europol per il settore criminale del riciclaggio di autoveicoli. Gli italiani, quasi tutti imprenditori edili del casertano e della Puglia trapiantati in provincia di Lucca,  avevano il compito di acquistare le autovetture con contratti di leasing presso società finanziarie in Italia, per poi consegnarle ad un clan di rumeni che gestisce una ditta di esportazione auto usate a Viareggio. Costoro avevano complici in Germania, che provvedevano ad immatricolare le auto di “alta gamma” presso la Motorizzazione tedesca, per poi rivenderle sia in loco che in Romania. I complici italiani ricevevano una parte dei guadagni illeciti realizzati, per poi intascare anche il premio della polizza assicurativa a seguito della falsa denuncia di furto sporta in Italia. L’organizzazione rumena era vicina al clan Cirpaci, che con i proventi illeciti realizzati ha acquistato e ristrutturato interi quartieri di Timisoara (Romania). Per la prima volta una indagine condotta in provincia di Lucca ha visto contestare l’ aggravante della cosiddetta transnazionalità degli ipotizzati delitti; aggravante prevista dall’ art. 4 della l. 146 del 2006, legge che ha recepito la convenzione di Palermo del 2000 sulla criminalità organizzata transnazionale. Nelle prime ore della mattinata sono state eseguite le seguenti 16 misure cautelari restrittive; per tre delle quali  la Procura della Repubblica di Lucca ha attivato la procedura del “mandato di arresto europeo”, delegando il collaterale organo tedesco alla cattura dei tre destinatari residenti in Germania

 

 

 

 

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