Tragedia in cava, muore un operaio di 46anni

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CARRARA -Tragedia in una cava di Calocara. A perdere la vita, morto sul colpo nonostante gli immediati soccorsi, ferito da una perlina di filo diamantato che si è staccata colpendolo alla testa, è stato un operaio di 46 anni, Nicola Mazzucchelli. Il marmo torna a tingersi di sangue, questa di oggi è la seconda tragedia in pochi mesi. Il pubblico ministero di turno, dottor Alberto Iaconi, ha disposto l’esame esterno e l’autopsia della salma, già trasferita all’obitorio.  Il sindaco Angelo Zubbani ha espresso il proprio sconcerto: “Sono sotto choc”. Sul posto sono intervenuti la Polizia e i tecnici della Asl. Il cavatore morto, da quanto appreso, era considerato uno dei più esperti. Il padre, ora in pensione, era il capo cava.

La CGIL e la Fillea\CGIL di Lucca, esprimono solidarieta’ alla CGIL ed alla Fillea\CGIL di Massa Carrara ed ai familiari del lavoratore rimasto ieri vittima di un drammatico incidente mortale in cava: “Vogliamo ribadire con forza, che non si puo’ continuare a morire di lavoro giustificando questi eventi come derivanti dal fato. Viviamo con preoccupazione il diffondersi nel paese, di un clima di indifferenza e rassegnazione inaccettabili, nei confronti degli incidenti sul lavoro. La pesante crisi occupazionale, associata ad interventi legislativi tesi a colpire i diritti dei lavoratori, voluti dai governi precedenti e confermati anche dall’attuale, attraverso i quali si finisce per costringere a pensare che avere un lavoro sia un privilegio, contribuiscono alla marginalizzazione del problema della sicurezza sul lavoro, obbligando ad accettare condizioni di rischio pur di lavorare.  Nelle situazioni di crisi, la sicurezza dei lavoratori è messa a repentaglio, minore formazione, ritmi di lavoro incessanti, timori di perdita del lavoro, portano ad un incremento degli incidenti lavorativi. Questa situazione è intollerabile, chiamiamo la politica e le istituzioni a considerare centrale la sicurezza sul lavoro con misure ed investimenti adeguati, consentendo un potenziamento anche dell’azione ispettiva e di vigilanza degli enti competenti, che nel tempo ha invece ricevuto ripetuti tagli di risorse da parte dei governi. Ci sono poi le responsabilità delle imprese, è necessario riprendere il confronto sul sistema lapideo, che rimane un contesto lavorativo fra i più rischiosi per i lavoratori, non bastano i dati positivi dell’export per affermare che il settore è in fase positiva, occorre estendere la valutazione anche alle condizioni di lavoro che producono quei risultati positivi. Per tutte queste ragioni, siamo al fianco dei compagni di Massa Carrara, per ogni genere di iniziativa che sarà intrapresa in questi giorni sulla vicenda”.

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