Tratta di baby calciatori dall’Africa, arresti e perquisizioni

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PRATO – Avrebbero alterato i risultati di alcune partite e favorito l’ingresso illegale in Italia di minorenni africani, alcuni dei quali poi ceduti ad altre squadre.  Nel mirino della Polizia, che da questa mattina sta eseguendo 4 misure cautelari, e perquisizioni, alcuni dirigenti del Prato Calcio, Lega Pro, accusati di immigrazione clandestina, falso documentale e favoreggiamento reale a carico di persone legate al mondo del calcio. A carico di molti di loro sono anche emersi profili di responsabilità per frode sportiva consistita nell’aver alterato alcuni risultati calcistici.

Gli indagati avrebbero procurato illegalmente l’ingresso in Italia di cittadini di origine africana, in particolare ivoriani minorenni, producendo presso l’Ambasciata Italiane di Abidjain, e poi presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Prato, documentazione attestante false parentele, quali quella di maternità biologica e filiazione naturale rispetto ai minori, allo scopo di ottenere il rilascio dei visti di ingresso per motivi di ricongiungimento familiare, con successivo ottenimento dei permessi di soggiorno per motivi familiari.

L’operazione di Polizia è nata da una indagine su un sospetto caso di immigrazione clandestina, che ha fatto emergere una serie di illeciti di varia natura.

Intanto Inter, Fiorentina e Cittadella hanno ricevuto una richiesta di accesso agli atti societari dalla procura della Repubblica di Prato. I magistrati indagano, in particolare, sul trasferimento di due giovani africani che – nell’ipotesi accusatoria – avrebbero fatto ingresso in Italia con documentazioni fittizie al fine di ottenere, per le società che ne detenevano il cartellino di tesseramento (A.C. Prato e Sestese), profitti sulla vendita. Al centro dell’inchiesta, ci sono Paolo Toccafondi, ad del Prato (Lega Pro), e il presidente della Sestese (Eccellenza) Filippo Giusti, accusati di aver messo in piedi “un vero e proprio sistema” per introdurre illegalmente baby calciatori dall’Africa. In alcuni casi sarebbero arrivati con documentazioni fittizie, anche da falsa maternità. Per questo sarebbe finita in carcere una donna ivoriana. Il bambino è stato oggetto di una recente trattativa di compravendita: dal Prato alla Fiorentina che era all’oscuro delle irregolarità.

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