Trecento artigiani sommersi dal fango, e la conta non è finita

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CARRARA – Almeno 300 piccoli artigiani ed imprenditori sommersi sotto il fango di Carrara. E la conta non è ancora finita. A fornire un primo quadro è Cna (info su www.cna-ms.it) che sta contattando una per una le aziende ubicate nelle zone colpite dall’ultimo tremendo evento alluvionale. “In quelle zone – spiega Paolo Bedini, Presidente Provinciale Cna – ci sono tanti piccoli manutentori, idraulici, acconciatori, edili, estetisti, autotrasportatori, falegnami, aziende che operano nella metalmeccanica e negli indotti della meccanica, nautica e lapideo, officine, imballatori, forni, tipografie, pasticcerie, aziende specializzate in tendaggi e tanti liberi professionisti: molti di loro hanno subito danni anche alle abitazioni. La loro vita è paralizzata. La zona rossa colpita è una zona ad alta intensità imprenditoriale e commerciale che sta vivendo un vero e proprio shock. A queste imprese servirà del tempo per rialzarsi e molte di queste aziende non riusciranno a tornare produttive per settimane, ne a fare fronte alle scadenze”. Come già annunciato negli scorsi giorni all’indomani dell’alluvione tra le richieste immediate di Cna c’è stata la defiscalizzazione completa per le imprese alluvionate e l’estensione del perimetro, e quindi delle agevolazioni fiscali e contributive, delle Zona Franca Urbana. Richieste avanzate in un incontro con il Parlamentare, Martina Nardi avuto martedì. “Abbiamo ribadito la necessità di un trattamento speciale e particolare e l’inserimento, delle zone colpite dagli ultimi eventi alluvionali, all’interno della geografia delle Zone Franche Urbane. Non c’è vergogna nel chiedere al nostro Governo e alla Regione Toscana di essere trattati in modo speciale perché noi stiamo vivendo una situazione estremamente speciale”.

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