Truffa milionaria alla Regione: arrestati tre imprenditori, la Guardia di Finanza mette a segno l’operazione “Nutria”

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Letizia Tassinari – Truffa milionaria alla Regione Toscana. Sono stati i militari della Guardia di Finanza di Lucca ad arrestare, oggi, tre imprenditori pisani.

In carcere sono finiti: Francesco Della Bartola, 64 anni,  il figlio Federico di 40 anni mentre il sessantanovenne Carlo Barbieri è agli arresti domiciliari.

I tre avevano richiesto alla Regione Toscana di rifondere i danni subiti dalla loro azienda, operante nel settore della nautica, la Polo Nautico Toscano srl, successivamente all’alluvione del Natale 2009 quando straripò il fiume Serchio  ma, in realtà, si trattava di danneggiamenti o inventati o amplificati.

Gli arrestati sono accusati di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico per aver presentato alla Regione una domanda di ammissione di agevolazione alle imprese danneggiate dall’esondazione, con artifici e raggiri. In una prima fase, come spiegato dal colonnello  Gabriele Failla, comandante provinciale delle Fiamme Gialle lucchesi, durante la conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il procuratore capo Aldo Cicala, il tenente colonnello PierFrancesco Bertini e il maresciallo Nicola Borgia, nel presentare la domanda il “terzetto” aveva dichiarato, falsamente, il proposito di destinare le somme per ricostruire i beni danneggiati dall’alluvione. Poi in un secondo momento, nel consuntivo richiesto dall’ente regionale, avevano dichiarato, sempre falsamente, di aver effettivamente sostenuto i costi delle riparazioni.

Oltre che del reato di truffa i tre arrestati dalla Fiamme Gialle dovranno rispondere anche di  bancarotta fraudolenta e documentale per aver distratto alcune centinaia di migliaia di euro e alcuni beni mobili registrati cagionando, con dolo, il fallimento di un ulteriore società, la Blu Paint srl, ed aver tenuto la contabilità di quest’ultima in modo di non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari. Il tutto con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la mancata tenuta della contabilità obbligatoria e l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi nonché l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti.

L’indagine, iniziata un anno fa, e coordinata dal pubblico ministero Enrico Corucci, ha fatto luce su tutti i contorni della truffa commessa non solo ai danni della regione Toscana ma anche ai danni del dipartimento della  Protezione Civile che aveva messo a disposizione somme anticipate, e messa in atto dal gruppo criminale che non ha trascurato alcun mezzo di frode producendo qualunque tipo di documentazione fiscale falsa, inclusi assegni, conti correnti e iban. Un lavoro certosino, insomma, che però non ha impedito agli inquirenti a ricostruire l’intera vicenda e quantificare in circa 750.000 euro  l’ingiusto profitto.

“Attraverso due società operanti nel settore della nautica anche in Lucchesia e una delle quali fallita nel 2012, i tre erano riusciti a caricare i costi sull’azienda destinata alla chiusura, la Blu Paint Srl, facendo figurare i ricavi nella contabilità dell’altra ditta, la Polo Nautico Toscano Srl, con sede legale a Pisa – ha spiegato il colonnello Failla -, azzerando gli utili con fatture emesse da una holding risultata inesistente, tramite la quale sarebbe stata presentata poi la documentazione falsa alla Regione Toscana, con l’obiettivo di ottenere rimborsi”.

L’episodio, purtroppo, non è stato l’unico e fa “coppia” con un altro, recentemente definito: altri tre indagati, originari e residenti a Viareggio, avevano presentato un conto da oltre 200.000 euro hanno patteggiato la pena.

Chiusa l’indagine con i tre arresti,  gli accertamenti della GdF si concentrano ora sulle eventuali violazioni fiscali e sull’evasione delle imposte, con un unico obiettivo: recuperare, attraverso il sequestro e la confisca,  i soldi illecitamente ottenuti dai tre.

 

 

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