Truffatore in manette, si fingeva maresciallo dei Carabinieri: preso a Lucca, alloggiava a Montecatini

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LUCCA – Truffatore in manette: si fingeva maresciallo dei Carabinieri. Ad arrestare Aniello Petrone, nativo di Napoli, sono stati gli uomini della Squadra Mobile di Lucca, diretti dalla dottoressa Silvia Cascino.

Petrone, probabilmente assieme ad un complice ancora non identificato, a partire dalle prime ore del mattino, aveva contattato sette potenziali vittime, tutte anziane, spacciandosi per un maresciallo dell’Arma.  Agli ignari interlocutori l’uomo aveva fatto credere che un loro prossimo congiunto avesse cagionato un sinistro stradale, con gravi conseguenze per altri utenti della strada. Il truffatore aveva così sollecitato il pagamento di un indennizzo, dai tre mila ai sei mila euro, utile ad evitare al congiunto gravi conseguenze penali.
Già il 12 settembre il personale della Squadra Mobile era intervenuto su una truffa consumata, in zona Arancio, ai danni di un’anziana signora lucchese a cui un malvivente aveva sottratto, fraudolentemente, la somma di settecento euro operando con le medesime modalità di quelle segnalate ripetutamente alla Sala Operativa.
Nel fondato sospetto che potesse trattarsi dello stesso soggetto, gli operatori della sezione reati contro il patrimonio, la mattina del 13 settembre hanno raggiunto la residenza dell’ultima vittima che aveva segnalato il tentativo di truffa, nella prima periferia ovest di Lucca, alla ricerca di un uomo corrispondente alla descrizione acquisita il giorno prima.
Petrone è stato fermato ed identificato, in via Panettoni, mentre incontrava l’ennesima vittima, un uomo di settantacinque anni, che stava per consegnargli del denaro.
La successiva perquisizione, nella stanza di un hotel di Montecatini, in cui il malvivente alloggiava temporaneamente, ha permesso di rinvenire la somma in contanti di settecento euro, ritenuta provento della truffa consumata il giorno prima in località Arancio.
La somma è stata restituita alla vittima.
L’arresto del truffatore è stato convalidato in direttissima. In attesa del giudizio è stato sottoposto ad obbligo di dimora nella sua città di residenza

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