Truffe agli anziani, altri episodi contestati alla coppia arrestata a luglio

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FIRENZE – Lei si spacciava per un’addetta alla nettezza urbana, lui per un carabiniere: insieme avrebbero imbastito una vera e propria “recita” finalizzata a carpire la fiducia di persone anziane, entrare nelle loro abitazioni e depredarli dei loro averi più cari.

Il 28 luglio scorso la polizia li aveva arrestati subito dopo un colpo messo a segno nella casa di una coppia di anziani; ieri, per i due indagati – madre e figlio di 53 e 28 anni – sono nuovamente scattate le manette in esecuzione ad un provvedimento del Tribunale di Firenze che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.

L’ordinanza è stata emessa dal GIP del capoluogo toscano a seguito di una serie di nuovi riscontri sulla base dei quali gli inquirenti attribuirebbero alla coppia almeno altri tre furti in danno di persone anziane, tutti perpetrati con il medesimo “modus operanti”.

Nello specifico, oltre a quello per il quale sono stati colti sul fatto, gli altri episodi delittuosi contestati agli arrestati si sarebbero consumati a Firenze durante la mattinata del 24 luglio 2015 tra via Cimarosa, via Francesco da Barberino e via S. Spirito.

Secondo le testimonianze delle parti lese – due anziani coniugi e altre due donne di 82 e 79 anni – anche negli altri casi l’indagata si sarebbe presentata alla porta delle vittime qualificandosi come addetta della nettezza urbana, mentre il complice (il figlio 28enne) come carabiniere.

Dopo la convalida del loro arresto a fine luglio per entrambi erano state disposte misure cautelari (arresti domiciliari per la donna ed obbligo di firma per il figlio) nella loro città di provenienza, Moncalieri (TO).

Con questa ordinanza ora si aggrava la posizione degli indagati che ieri sono stati rintracciati nel torinese dagli uomini della Squadra Mobile fiorentina che hanno provveduto ad accompagnarli in carcere.

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