Truffe ai bancomat, la Polizia smantella un sodalizio: la banda colpiva anche in Lucchesia

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BOLOGNA – La polizia di Bologna ha smantellato un sodalizio criminale internazionale, con base in Romania, i cui componenti sono ritenuti responsabili di frodi finalizzate alla sottrazione di ingenti quantitativi di denaro contante dagli sportelli bancomat degli istituti di credito. L’attività degli investigatori ha evidenziato che gli indagati agivano in due diverse aree geografiche: un gruppo in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia con base logistica ed organizzativa nella provincia di Ferrara; mentre l’altro in Toscana e Lazio con basi logistiche collocate nelle province di Lucca, Prato e Roma. La complessa indagine è stata condotta dalla polizia postale e da altri uffici. Al vertice del gruppo c’erano quattro rumeni e un italiano originario della provincia di Ravenna e residente nel ferrarese, oltre a un elevato numero di partecipanti attivi nelle varie zone che comunicavano tra di loro in chat, utilizzando un enorme numero di schede telefoniche intestate a soggetti stranieri, per la maggior parte di origine cinese, al fine di rendere difficile l’identificazione. La mente organizzativa del gruppo è risultata avere sede in Romania. La particolare tecnica utilizzata dall’associazione è quella del Cash Trapping, una procedura fraudolenta che si realizza mediante l’applicazione di una “barretta di plastica” riproducente l’otturatore della bocchetta erogatrice del Bancomat. La finta bocchetta cattura l’importo richiesto dal malcapitato cliente, il quale, non vedendosi erogare il denaro, imputandolo a un guasto, si allontana pensando che la transazione non sia avvenuta, ignaro che i malviventi si nascondano nelle vicinanze per recuperare agevolmente il contante. Con la nuova tecnica, il gruppo criminale riusciva così a realizzare un indeterminato numero di prelievi fino al totale prosciugamento dello sportello Bancomat, senza che l’Istituto di Credito avesse la possibilità di risalire all’autore dei prelevamenti. In una sola notte si sono registrati prelievi per un importo complessivo di circa 100.000 euro per ogni A.T.M. colpito. Da un’analisi dei dati è emerso che l’attività ha fruttato all’associazione diverse centinaia di migliaia di euro in contanti. Gruppo Bancario Unicredit, Banca Popolare per l’Emilia Romagna, Monte dei Paschi di Siena e Poste Italiane, che sono stati oggetto degli attacchi criminali, hanno attivamente collaborato con gli investigatori predisponendo, tra l’altro, un sistema di “alert” che in tempo reale segnalava alla Polizia il prelievo fraudolento in atto. Ciò ha in effetti consentito di intervenire e arrestare membri dell’organizzazione in maniera mirata e scaglionata nel tempo, senza pregiudicare l’ulteriore svolgimento delle indagini. Dalle intercettazioni telefoniche e telematiche è risultato inoltre che il sodalizio aveva in mente di estendere il proprio campo di azione verso gli Stati Uniti. L’intervento tempestivo della Polizia di Stato, che ha individuato immediatamente la vulnerabilità del sistema, costruito e progettato in Ungheria, ha permesso di bloccare ingenti perdite di denaro, nell’ordine di milioni di euro. “UniCredit desidera ringraziare la Polizia Postale e delle Comunicazioni – ha dichiarato Luigi Altavilla, Responsabile Sicurezza Unicredit – per la tempestività e la cura con cui ha condotto questa importante operazione a tutela della sicurezza dei cittadini. A seguito di un nostro esposto, infatti, la Polizia ha immediatamente attivato le sue forze nelle indagini che hanno consentito l’individuazione dei soggetti implicati. UniCredit, per canto suo, al fine di tutelare i propri clienti e i propri ATM, ha collaborato attivamente, fornendo informazioni, analisi degli eventi, immagini, ma anche predisponendo sistemi sofisticati di alerting via SMS che segnalavano gli attacchi in corso in tempo reale e che hanno consentito anche alcuni arresti in flagranza di reato”.

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