Uccide il caporeparto: forse “convinto” dai colleghi che era spiato

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LUCCA – Il movente dell’omicidio, che ha visto la vittima, Francesco Sodini, morire freddato da 13 colpi di pistola sotto casa all’alba ( leggi anche: Ucciso all’alba a colpi di pistola, l’assassino si costituisce), è ancora al vaglio degli inquirenti. La convizione del killer, Massimo Donatini, di essere controllato, e poi licenziato, per colpa del suo caporeparto alla Lucart, sarebbe solo il frutto di un’idea che l’omicida aveva solo nella sua mente. L’uomo, infatti, avrebbe riferito dopo l’arresto di essere stato convinto dalle parole di alcuni stessi compagni di lavoro sul fatto che la presenza di telecamere sul luogo di lavoro fosse appositamente per lui. Una delle ipotesi, ma per ora resta tale, che possa essersi trattato di uno scherzo rivelatosi poi pesante, di una burla nata tra colleghi. Anche perchè ad ora non ci sarebbero conferme di un simile scenario dai compagni di lavoro sentiti dagli inquirenti i quali, tuttavia, battono anche questa pista.

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