Un dottorato tra Lucca e Lovanio. Accordo tra IMT e KU Leuven

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LUCCA – Una foto ricordo in uno dei chiostri del campus di San Francesco, con in mano un mazzo di fiori e la tesi di dottorato appena discussa. I festeggiamenti per Daniela Silvestri, appena addottoratasi alla Scuola IMT Alti Studi Lucca, sono coincisi con un ulteriore passo verso lo sviluppo delle relazioni internazionali della Scuola. La sua tesi, infatti, ha fatto da apripista a un’importante convenzione triennale con la Katholieke Universiteit di Lovanio, che prevede l’istituzione di due borse di studio, una a IMT e una alla KU Leuven, per studenti che vogliano specializzarsi in economia applicata e management, con una particolare attenzione all’innovazione, all’economia internazionale, all’organizzazione industriale e all’economia della scienza.

L’accordo è stato siglato poco dopo la difesa della tesi da parte di Silvestri (correlatori i professori Massimo Riccaboni per IMT e René Berlderbos  per KU Leuven). Al tavolo, in qualità di firmatari, il direttore della Scuola, Pietro Pietrini, il professor Riccaboni e il coordinatore della Facoltà di Economia della KU Leuven, Professor Bart Van Looy.

«Sono grato al professor Riccaboni – ha detto il direttore Pietrini – per aver reso possibile questa convenzione con l’Università di Lovanio, che rappresenta un altro importante caposaldo della rete internazionale di formazione che la Scuola intende rafforzare sempre più. Una Scuola lucchese nel mondo».

I dottorandi avranno l’opportunità di  trascorrere periodi di ricerca  in ciascuna delle istituzioni partner per un totale di sei  mesi  di studio “fuori sede”. A seguirli nel loro percorso, due tutor, uno in ogni ateneo. Al termine del ciclo di studi, gli allievi otterranno un titolo accademico “doppio”, riconosciuto da entrambe le istituzioni, che permetterà loro di affacciarsi al mondo del lavoro o iniziare una carriera accademica forti di un’esperienza altamente formativa e di grande respiro internazionale. La Scuola IMT e KU di Lovanio selezioneranno un candidato per ogni anno accademico.

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