Una targa per ricordare un grande uomo e un grande medico

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LUCCA – Una targa per ricordare un grande uomo e un grande medico.

Nella sala numero 40 al 3° piano dell’ospedale San Luca di Lucca si è tenuta la cerimonia di intitolazione della Sala Anestesisti dell’ospedale al professor Renzo Menesini, fondatore della Rianimazione di Lucca.

L’iniziativa si è svolta alla presenza de Direttore dell’Ospedale Sergio Coccioli e dell’attuale Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza e della Struttura di Anestesia e Rianimazione Ferdinando Cellai, ma anche di molti professionisti che hanno lavorato a fianco del professor Menesini: medici ed infermieri che hanno potuto apprezzare le grandi doti umane e professionali di vero maestro, precursore delle moderne tecniche di anestesia.

Fondatore della Rianimazione dell’Ospedale Campo di Marte nel 1965, ne fu Primario per vent’anni, fino al 1985. Nel 2009 il reparto gli fu intitolato su proposta di quanti lo ricordavano per l’impegno profuso per il miglioramento delle conoscenze in ambito critico, a partire dagli albori della disciplina rianimatoria, e per l’originale e poliedrico profilo umano ed intellettuale che lo aveva reso molto noto ed apprezzato nella comunità lucchese.

Per conservare la memoria di questo grande professionista, nell’ambito di una cerimonia semplice ma toccante, gli è stata quindi ufficialmente dedicata la Sala Anestestisti del San Luca.

Dopo l’introduzione dell’attuale Direttore della Struttura Cellai e del Direttore dell’Ospedale Coccioli, che hanno sottolineato come l’eredità di Menesini sia sempre viva ed attuale, ci sono stati i commossi interventi dei colleghi di allora, che hanno ricordato la figura del “Professore” e il legame fortissimo che lui aveva saputo creare con tutto il personale, raccontando anche alcuni simpatici aneddoti di un passato sempre presente nei loro cuori.

Dopo la benedizione da parte del Parroco dell’Ospedale, Padre Giampaolo Salotti, la targa dedicata al professor Menesini è stata scoperta dalla figlia Maddalena, che ha ringraziato gli organizzatori della cerimonia ed ha anche tracciato un ritratto inedito del padre, considerato in maniera unanime uno dei grandi maestri della medicina lucchese.

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