Vasco Rossi fa tremare Firenze: rock e lacrime all’Artemio Franchi

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FIRENZE – (di Giacomo Bernardi) – Sin dalle prime luci dell’alba, venerdì 12 giugno, le strade che circondano l’Artemio Franchi di Firenze cominciano a riempirsi. I cancelli dello stadio apriranno alle 15 , ma i fans sono già in migliaia dalla mattina. Sono tutti lì per lui, per Vasco. Lo stadio si riempie, alle 20.30 tirando un sassolino dentro l’Artemio Franchi non sarebbe caduto a terra. Il numerosissimo pubblico, circa 45.000 persone, è in trepidante attesa.

Poi il concerto.

Vasco Rossi, 63 anni, è in forma come non lo si vedeva da anni. Regala ai suoi discepoli, perché definirli pubblico è sminuente, una scaletta mozzafiato. I primi brani sono rock, un rock duro in pieno stile ‘Sono Innocente’, l’ultimo album del Blasco. Attraverso qualche ballata struggente e qualche chicca per intenditori, si arriva ai grandi classici. ‘Siamo solo noi’, ‘Vita spericolata’, ‘Canzone’, ‘Gli angeli’. La gente canta, fa festa e si commuove. Nel prato e sugli spalti la sensazione è quella di far parte di una grande famiglia, di essere andati allo stadio tutti insieme, tutti e 45.000.

“Ho provato a togliere Albachiara dalla scaletta, ma non c’è verso. Finché non la canto non vanno via”, dichiarò Vasco sorridente qualche tempo fa. Anche in questo tour, ovviamente, la festa finale è scandita dalle note di Albachiara. Il pubblico canta a squarciagola le parole di quello che da 30 anni è l’inno ufficiale dei fans di Vasco e, dopo un interminabile applauso, tutti si avviano verso i cancelli di uscita in un silenzio surreale e bellissimo.

Stasera Vasco replica a Firenze (già tutto esaurito) e il tour, che lo ha già visto protagonista a Bari, passerà anche da Milano, Bologna, Torino, Napoli, Messina e Padova.Un affetto smisurato dei propri fans, un risultato difficilmente replicabile fra gli artisti italiani. Ma anche i più scettici, andando ad un suo concerto, capirebbero il perché.

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