Vecchie Asl, a Lucca l’Agenzia delle Entrate batte cassa per 559mila euro

LUCCA – «Chiarezza sulle condotte fiscali contestate a Lucca dall’Agenzia delle entrate con 559.532 euro di Ires da recuperare e valutazione di prospettiva su quelle adottate nei bilanci dalle altre 11 ex Asl: quante cartelle esattoriali di recupero sono attese dal fisco? Per quali ammontare? Con quale impatto sulla contabilità del sistema sanitario regionale?» sono in sostanza questi i quesiti che il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti rivolge alla giunta regionale in un’interrogazione che i suoi uffici stanno perfezionando alla luce della notizia secondo cui l’Agenzia delle entrate ha rivendicato dalla vecchia Asl 2 di Lucca 559.532 euro di Ires non corrisposta.

«Secondo quanto apprendiamo dai giornali si tratta delle annualità 2013, 2014 e 2015 e la stessa cosa sarebbe già avvenuta nelle vecchie Asl di Pisa, Livorno e Viareggio. Al momento – riassume Marchetti – la attuale Asl Toscana Nord Ovest a quanto pare ha pagato ma annuncia ricorso. Sì ma a suon di ‘tot mila’ con 12 vecchie Asl e un’imposta, l’Ires, entrata in vigore fin dal 2004, qual è la stima della Regione sui crediti che verranno rivendicati dal fisco? Perché qui il sistema rischia di andare a fondo».

All’unisono con Marchetti è il coordinatore regionale di Forza Italia onorevole Stefano Mugnai: «Da anni contesto al Pd e alla sinistra di governo e in particolare a Enrico Rossi di aver costruito il consenso elettorale sulla fuffa dei conti sanitari in ordine. I bilanci delle Aziende non sono in ordine proprio per niente, e la sanità toscana si è trovata più volte sull’orlo del commissariamento schivato sempre mescolando le carte, come si è tentato di fare con la riforma sanitaria del 2015. Ma il fisco, si sa, ha occhio lungo e buona memoria. Ecco i risultati».

Ma qual è il punto di contestazione? «Fa capo al diritto – spiegano Marchetti e Mugnai – e in particolare all’avere assimilato le Asl a quelli che nel testo unico delle leggi dirette datato 1973 chiamava ‘enti ospedalieri’, a cui è concesso di abbattere del 50% l’imposta sul patrimonio immobiliare. Fior di sentenze di Cassazione però negli anni hanno contraddetto questa impostazione, indicando solo nelle aziende ospedaliere nate con la legge del 1992 le ‘eredi’ dirette dei vecchi ‘enti ospedalieri’. Nel caso toscano, dunque, la possibilità di abbattere l’Ires esisterebbe solo per Careggi a Firenze, per il Meyer sempre a Firenze, per le Scotte a Siena e per Cisanello a Pisa».

Se Marchetti e Mugnai provano a moltiplicare, la cifra esigibile sarebbe da collasso: «Se la medesima condotta fiscale contestata alla Asl 2 è stata applicata anche per tutte le altre 11 ex  Asl, e non si vede perché così non dovrebbe essere, dal 2004 in qua, tenendo conto che per tre annualità è stato rivendicato mezzo milione di euro ecco… qui si va al crac».

«Ecco perché – conclude Marchetti – ho scelto la via dell’interrogazione. Voglio che la giunta regionale ci spieghi bene quante cartelle esattoriali si aspetta, per quali cifre e con quale impatto sulla fiscalità del sistema sanitario regionale e di conseguenza sui servizi al cittadino».