Vendemmia 2014, il 70% del vino sarà doc

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TOSCANA – La prossima vendemmia potrebbe regalare il 10% in più di vino confermando un incremento che caratterizza tutto il centro Italia (Marche, Lazio e Umbria). Riti, scaramanzie e “bizzarrie” climatiche a parte saranno cruciali le prossime settimane, e la prima parte del mese di ottobre per le varietà tardive. Ad oggi, infatti, è stato raccolto meno del 10% del prodotto. Vendemmia in ritardo quindi, un po’ in tutta la penisola come confermano le prime autorevoli previsioni del rapporto del Centro Studi di Assoenologi. Secondo Coldiretti Toscana sulla base dei dati Istat il 70% dei 2.7 milioni di ettolitri previsti per il millesimo 2014 sarà desinato alle produzioni Doc (info su www.toscana.coldiretti.it) di cui l’80% circa per produrre vino rosso. Lo scorso anno la produzione era stata di intorno ai 2.2 milioni di ettolitri.

I primi grappoli ad essere stati staccati sono stati, nell’ultima settimana di agosto, in Maremma e lungo il litorale la vendemmia (Chardonnay, Pinot e Sauvignon). Per le altre varietà si dovrà ancora aspettare e pazientare un po’ di tempo. Alle uve Merlot e alla bacca bianca base della Vernaccia di San Gimignano toccherà dalla metà di settembre. Dal 20 dello stesso mese inizierà anche la raccolta delle uve rosse nelle zone di Bolgheri e di Scansano. Per la produzione del Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile di Montepulciano e Brunello le operazioni di raccolta avranno inizio a cavallo della fine di settembre e l’inizio di ottobre. Decisivo quindi sarà l’andamento climatico e meteorico delle prossime settimane. Alle uve toscane servono ora giornate ricche di sole e scarse di pioggia per ottenere il massimo dalle diverse varietà. “Tutto dipenderà dal sole; – fa sapere Coldiretti Toscana – intanto le anomalie climatiche sono costate alle imprese un aumento dei costi di produzione perdifendere le viti”. Situazione a “macchia di leopardo” per quanto riguarda l’aspetto – non secondario – qualitativo: “se le condizioni climatiche saranno favorevoli – prosegue Coldiretti – ci troveremo di fronte ad un’annata decisamente interessante”.  

A scombussolare i piani dei viticoltori è stato un andamento meteo “pazzo”: i mesi invernali – scrive Assoenologi nel rapporto – sono stati caratterizzati da abbondanti precipitazioni e  temperature al di sopra delle medie stagionali. La primavera è iniziata con leggere  piogge e temperatura miti. Questo ha permesso un anticipo dell’epoca di germogliamento, precocità che si è andata via via perdendo sino ad annullarsi a causa del cambiamento climatico e meteorico, il quale ha condizionato lo stato fitosanitario, le fioriture e le allegagioni scalari. Le precipitazioni del mese di luglio sono state particolarmente abbondanti e la grandine ha colpito alcune zone, tanto che i viticoltori sono stati messi adura prova, ma hanno però gestito con tempestività la difesa dei vigneti tenendo sotto controllo la situazione. L’invaiatura, iniziata a fine luglio, è stata anch’essa condizionata dalle basse temperature e non è stata troppo omogenea. Si sono riscontrati anche diversi danni a causa di un aumento del mal dell’esca su tutte le cultivar.

Complessivamente sono circa 26mila le aziende che praticano la coltivazione della vite – il 36% di quelle presenti (dati Censimento 2010), poco meno di 58mila gli ettari di superficie destinati al prezioso nettare di cui 33mila destinati a Doc e Docg per un valore di 3.3 miliardi di euro. Il vino si conferma il prodotto più esportato all’estero anche nel primo trimestre del 2014 (+3.1% con oltre 165 milioni di euro in valore venduto fuori dal confini nazionali).

 

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