Verso l’Erasmus… pensieri di una studentessa

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PISA – ( di Giulia Lazzarotti ) “…E continuare non è soltanto una scelta, ma è la mia sola rivolta possibile…”
I pensieri di una studentessa in partenza. I miei pensieri, i miei perché ed i miei “perché no?”.
Sono qua, seduta in una delle piazze principali della mia minuscola città, sulla destra la “mia” biblioteca, osservo le persone intorno a me e capisco, capisco perché si arrivi a prendere determinate decisioni in fatto di partenze, che sia un Erasmus, un viaggio, un cambiamento radicale… io mi guardo attorno e sento, vedo quella staticità che ben conosco e riconosco, quella noia ormai sedimentata dentro, quel lamentarsi di tutto per poi subirlo nell’assoluta immobilità… E mi sento distante, pur essendo parte di tutto ciò… Ed è proprio questo che non voglio e non vorrò recriminare a me stessa. Ecco uno dei miei pensieri, ecco forse la motivazione principale…
Una città come la mia spinge via chi non si accontenta, ti guarda e ti mostra il futuro ad ogni angolo, e sì, ti aiuta, ti dice “sarò sempre qui ogni volta che tornerai, ma adesso vai, sarò il tuo piccolo rifugio del quale tutto conosci, ma non posso offrirti più di questo…” Non so dire perché milioni di ragazzi decidano di partire per vivere una simile esperienza, posso immaginare, supporre… Ma resterebbe comunque un pensiero incompleto, forse riduttivo… Quindi dirò perché io, a 28 anni, un’età certamente non consona ad un Erasmus, sia arrivata a tutto questo… E non è poco.
Perché si decide, dopo appena un anno trascorso nel nuovo “ruolo” di studentessa universitaria, di vivere questo…? Una delle motivazioni più forti è senza dubbio quella che dovrebbe muovere noi tutti, sempre… Quella che io arrivo a definire una “salvezza”: la curiosità. Curiosità di mettere il naso fuori dal proprio e rassicurante orticello, che cosa mi aspetterà al di là dei confini di tutto questo? Quali opportunità sto inconsapevolmente offrendo a me stessa, quale sarà il mio approccio con Liegi, la “Città Ardente”? In quale modo affronterò tutto? E quanto sarò gioiosa nel farlo, nonostante i problemi che senza dubbio saranno presenti?
Provarsi. Scoprirsi. Conoscersi. Superarsi. Tentare tutto questo…
Molto spesso mi è capitato di sentir parlar dell’Erasmus in termini ben poco attraenti… “Divertimento, casino, feste…” Sinceramente auguro a me stessa, senza ipocrisia, di trovare altro, niente di effimero, qualcosa che vada oltre il (sano) divertimento, semplicemente perché alla mia età si prova ad affrontare il mondo con un altro spirito, con un’altra testa. Io grazie a questa opportunità farò finalmente i conti con me stessa. Trovarsi in una città sconosciuta, nella speranza che ci arricchisca, che ci risvegli dal torpore. Non voglio ritrovarmi assuefatta all’atteggiamento arrendevole della mia città… Tipico forse di gran parte della mia generazione. Non temo le delusioni, serviranno, non temo le “perdite di tempo”, si riempiranno… Temo il nulla, questo sì. Voglio “solo” provare ad uscirne, non ho paura di “tornare indietro”, il timore più grande è restare fermi a guardare, è l’ignavia sempre in agguato, lì, dentro noi.
Qualcuno dice addirittura “ma di che ti preoccupi, è solo un Erasmus, andrà tutto bene”. Io non lo vivo così. Questa è una delle opportunità che ho voluto regalare a me stessa, finalmente sto facendo qualcosa per la persona che sono, per il mio futuro. Conoscere altre realtà, seguire corsi appassionanti,confrontarsi, prendere contatti, imparare umilmente, sperando di immagazzinare il più possibile per rendere le proprie passioni una professione, ma ancor prima uno scopo.
Ho iniziato il risveglio lo scorso settembre decidendo di iscrivermi all’Università dopo anni di rinunce e di “ma sì, accontentiamoci”, questa esperienza sarà la prima tappa concreta del mio percorso. E no, non voglio assolutamente perdermela, voglio cercare di vivere appieno ogni attimo, di rendere tutto, anche le cose apparentemente più insignificanti, ricche di senso. Questo vado cercando nelle mie esperienze: il Senso; la musica dell’esistenza, il senso che ci fa sentire vivi, che ci spinge a provare, che ci fa, appunto, “Sentire”. E non dobbiamo rinunciare a tutto questo, mai. Quindi, perché no?
Scrivo e sono in volo, in tutti i “sensi” possibili. Auguro a chi, come me, andrà verso questo viaggio… Che sia pieno di significato, profondo.
Buon Erasmus

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