“Xiphias”, proseguono i controlli: sanzioni per 75mila euro e 2 tonnellate di pesce sequestrato

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LIVORNO – Xiphias, è il nome dell’operazione complessa organizzata dalla Direzione Marittima di Livorno, quale Centro di Controllo Area Pesca della Toscana. Uomini e mezzi degli uffici marittimi di tutto il territorio della regione, coordinati dall’Ammiraglio Arturo Faraone, hanno intensificato, nel periodo compreso tra il 4 ed il 14 novembre, le attività ispettive in una diecigiorni di verifiche sull’intera filiera della pesca, a tutela dei consumatori e per la salvaguardia delle specie ittiche e dell’ambiente marino in generale. 281 sono stati i controlli effettuati, sia in mare che a terra. In mare, i mezzi nautici hanno perlustrato le acque per reprimere ogni forma di pesca illegale, mentre a terra, sulla fascia costiera e nell’entroterra Toscano, è stata controllata la filiera commerciale, dai punti di sbarco, ai mercati ittici, fino ai ristoranti, esercizi commerciali della piccola e grande distribuzione e i centri di import-export. Lo scopo delle verifiche, cui sono stati sottoposti gli operatori, ha riguardato la corretta applicazione della normativa nazionale e comunitaria vigente, sulla commercializzazione di novellame, ovvero di specie vietate, nonché delle norme sulla rintracciabilità dei prodotti e sulla loro presentazione, pubblicità ed etichettatura, anche al fine di individuare e reprimere eventuali frodi a danno del consumatore finale. 37 sono stati gli illeciti amministrativi riscontrati dagli ispettori della Guardia Costiera che hanno applicato sanzioni per complessivi 75.000 euro e posto sotto sequestro ben 2 tonnellate di prodotto. A Castiglione della Pescaia, gli ispettori pesca, intervenuti da Livorno a supporto dei militari di quell’ufficio marittimo, rilevavano e sanzionavano con 4.000 euro, un’attività di pesca illecita effettuata da un peschereccio della locale marineria, sul quale erano stati imbarcati attrezzi irregolari. In particolare, l’equipaggio aveva utilizzato per la battuta di pesca una rete a strascico illegale, catturando oltre 200 kg di pesce vario e di pregiato genere, poi donati, dopo il sequestro, ad enti caritatevoli. Con apposito misuratore elettronico, la Guardia Costiera verificava la selettività della rete che risultava modificata con l’inserimento di un sacco per la cattura del pesce, con maglie di ampiezza di appena 20 mm, a fronte dei previsti 50 mm, con conseguente gravissimo rischio per le specie ittiche in fase di crescita. Al comandante e all’armatore venivano inoltre applicati n.4 punti, rispettivamente, sul libretto di navigazione e sulla licenza di pesca dell’imbarcazione, per aver commesso una violazione considerata tra quelle più gravi previste dalle disposizioni vigenti. Nelle acque di S. Vincenzo, il personale della Guardia Costiera di Piombino e del locale ufficio marittimo intercettava un peschereccio appartenente alla marineria elbana, intento all’attività di pesca con rete da circuizione in una zona vietata. Anche in questo caso, veniva elevata una sanzione amministrativa di 4.000 euro ed assegnati n.4 punti ai responsabili, con il conseguente sequestro dell’attrezzo e del pescato catturato, pari a circa 1.000 kg di sardine che venivano successivamente consegnate alle associazioni di beneficenza della provincia di Grosseto e di Livorno. Sul territorio regionale, invece, gli uomini della Guardia Costiera livornese, in particolare a Firenze, presso un grossista della zona, sottoponevano a sequestro circa 400 kg di prodotti ittici freschi e congelati di provenienza non certificata, nonché ulteriori 100 kg di pesce scaduto, anche da svariati mesi. Filetti di pesce persico, razze, polpi, orate, mazzancolle, pesce spada a tranci, sono solo alcune delle specie rinvenute, insieme a confezioni di salmone e baccalà. Tutto il quantitativo veniva immediatamente avviato allo smaltimento, dopo l’intervento dell’ASL fiorentina. Analoghe attività venivano portate a termine a Viareggio, dove i militari sanzionavano 9 illeciti a carico di operatori che commercializzavano prodotti ittici non tracciabili e con data di scadenza sorpassata, sottoponendo a sequestro circa 120 kg di alimenti, mentre all’Elba, la Capitaneria di Portoferraio accertava, per le medesime violazioni, altri 4 illeciti. Sempre sull’isola, a carico del gestore di un supermercato, veniva ipotizzato il reato di frode nell’esercizio del commercio, per aver posto in vendita confezioni etichettate come “pesce spada”, ma sulle quali venivano avviate opportune indagini, con l’invio di un campione di prodotto presso apposito istituto scientifico, per analizzarne il contenuto e verificare l’esatta specie commercializzata.

L’attività di controllo da parte dei Comandi territoriali della Direzione Marittima Livornese proseguirà, a tutela delle risorse ittiche e della sicurezza dei consumatori, intensificandosi in vista delle prossime festività. Per tale motivo, il Direttore Marittimo della Toscana, Ammiraglio Arturo Faraone, ha disposto ai propri uomini di eseguire un’attività preventiva da compiersi prima del periodo natalizio, e già cominciata durante l’operazione Xiphias, mirata ad informare in maniera capillare gli operatori del settore del commercio dei prodotti ittici, con riguardo all’imminente entrata in vigore di una nuova regolamentazione europea sulla presentazione, pubblicità ed etichettatura degli alimenti e dei prodotti della pesca. “Le nuove disposizioni – precisa l’Ammiraglio – obbligheranno, dalla metà del prossimo mese dicembre, tutti gli operatori nella fase di vendita a fornire maggiori informazioni, più chiare e complete, che consentano ai consumatori di effettuare scelte più consapevoli. L’obbligo di aggiungere in etichetta le indicazioni sull’attrezzatura da pesca utilizzata ed una più specifica informazione sulla zona di provenienza delle catture, saranno tra le novità più importanti introdotte dalle nuove norme internazionali”.

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