Zucconi: “I candidati firmino un patto per la sicurezza a Lucca”

LUCCA – Zucconi: “I candidati firmino  un patto per la sicurezza a Lucca :  aumentare organici e servizi delle forze dell’ordine , garantire la legittima difesa e procedere con il rimpatrio nel proprio paese di chi commette reati in Italia”

Riccardo Zucconi, candidato del centrodestra unito alla Camera dei Deputati nel collegio Lucca, Versilia e Valle del Serchio, interviene sul tema della sicurezza auspicando un vero patto fra i candidati che li obblighi a operare, una volta eletti,  per aumentare organici e servizi delle forze dell’ordine sul territorio, varare la legittima difesa che tuteli i cittadini in casa propria e procedere con un deciso rimpatrio degli stranieri che commettono reati in Italia.
“Analizzando i dati statistici relativi alla criminalità nell’intera provincia di Lucca c’è da rimanere sconcertati. A questo va unita la preoccupazione che i cittadini che incontriamo quotidianamente ci manifestano. Per questo credo che i cittadini debbano avere risposte chiare sulla sicurezza e quindi invito tutti i candidati a sottoscrivere un patto sugli organici delle forze dell’ordine, la legittima difesa e il rimpatrio di stranieri condannati nei loro paesi d’origine.
Lucca è stata teatro di efferati femminicidi, detiene il poco invidiabile record della provincia italiana con più furti nelle abitazioni e comunque è dodicesima assoluta per i reati consumati nel 2016, ultimo anno la cui statistica è stata completata. Non pochi nemmeno i furti complessivi : 3100 denunce ogni 100mila abitanti. Ancora peggio gli scippi : 43 ogni 100mila abitanti e posizione numero sette a livello nazionale.
Non possiamo certo rimanere insensibili alle 652 denunce di furti in abitazione ogni 100000  abitanti. Considerando che, verosimilmente, un altro 20% di furti effettivamente commessi non viene denunciato, ecco che la preoccupazione e la paura non sono stati d’animo, ma fatti fotografati dai numeri. Questa tendenza non è certo diminuita nel 2017, dati ancora in elaborazione e che, come sempre, verranno presentati in estate dal Sole24 ore.
Dalla Procura della Repubblica di Lucca  il report dei reati rilevati dal luglio 2016 al giugno 2017  vede aumentare i reati di stalking, i delitti contro la libertà sessuale, le fasce deboli e in materia di stupefacenti.
Insomma, un quadro veramente negativo che va contrastato, soprattutto per la tendenza a violare sempre di più la sfera personale dei cittadini. Una congiuntura legata certamente al momento di crisi economica, acuita dalla immigrazione incondizionata che ha aumentato la platea di persone con gravi problemi economici e di conseguenza  una maggiore propensione al ricorso a atti criminosi.
Per questo la nostra proposta politica per il futuro governo della nazione vede la sicurezza occupare un posto prioritario. Le vie per migliorare questa situazione sono diverse ma devono partire dall’impedire ogni nuovo taglio agli organici ( sono 50mila i tagli al personale delle forze dell’ordine dal 2011)  e, soprattutto, prevedere sempre maggiori stanziamenti per il comparto sicurezza, sia in termini di uomini che di mezzi, destinati appunto alla provincia.
In questo senso, per valutare la sincerità degli slanci verso la sicurezza anche da parte di chi è già in Parlamento ed ha operato in tutt’altro senso,  invito i miei avversari a prendere come me un impegno formale a non votare nessuna legge che tagli posti e finanziamenti per la sicurezza e, anzi, a predisporre un progetto di legge per aumentare la dotazione organica della provincia di Lucca, alla luce dei numeri devastanti che abbiamo già citato.
Insieme a questo, se credono veramente nella necessità di contrastare i reati contro le persone, devono impegnarsi anche a una legge che moduli la legittima difesa con l’obiettivo di tutelare al massimo  le vittime di furti e rapine.
Terzo punto su cui i futuri parlamentari devono assumere una promessa vincolante a operare perché in generale i criminali scontino per intero le loro condanne, ma per gli stranieri questo deve avvenire nei loro territori di provenienza, attraverso apposite convenzioni rigide e da applicare subito. 
La sottoscrizione di questo impegno dovrebbe vincolare il parlamentare che liberamente lo firma al suo rispetto, fino a chiederne le dimissioni nel caso in cui dovesse venire meno a questa solenne  parola data ”.