13 voti favorevoli, 7 contrari e 2 astenuti: passa la delibera per vendere la Casa delle Donne

VIAREGGIO – Tredici voti a favore, sette voti contrari e due astenuti. Questa la votazione in Consiglio Comunale per la delibera relativa alla vendita della Casa delle Donne.

“Si parla di una delibera di alienazione, quindi di una possibilità di vendita, nel concreto mettiamo in disponibilità alcuni beni e questo non vuol dire venderli, ma dare garanzie patrimoniali alle operazioni di bilancio. L’operazione prosegue con una valutazione patrimoniale dei beni e per i beni che decideremo di vendere faremo le relative gare pubbliche con un relativo valore d’asta. Questo è l’iter e la durata è di un anno e mezzo per arrivare alla vendita. noi non sfrattiamo nessuno e non diciamo che il lavoro fatto in quella sede è da sottovalutare, anzi diciamo il contrario. Non è nostra intenzione  togliere un’attività così importante e storica da Viareggio e riconosciuta a livello nazionale. Questa attività rimarrà a Viareggio e non si trasferirà in nessun altro comune della Versilia. Noi vogliamo che l’associazione che gestisce questa attività venga trasferita in un’immobile che abbia le caratteristiche da loro richieste e che sia da loro accettato ed intendo che l’attività della casa delle donne venga rafforzata con il contributo dell’amministrazione comunale che fin’ora è mancato. Mi impegno a nome della maggioranza e della giunta affinché la casa delle donne non venga venduta fino al momento in cui non verrà trovato un altro immobile che abbia le caratteristiche adeguate per le attività che servono all’associazione”. Queste le parole del primo cittadino di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, durante l’assise alla quale hanno partecipato, numerose, molte donne, in primis Ersilia Raffaelli, presidente della Casa della Casa delle Donne, e la ex assessora dell’era Marcucci Cristina Boncompagni, tutte “armate” di striscioni contro la vendita, che con una petizione on line hanno anche raccolto 7mila firme.

“Una vera  e propria mannaia ha colpito in poche ore la casa delle donne dopo la notizia di un possibile trasloco della loro sede situata nella zona della pineta di ponente. La struttura da oltre 20 anni svolge ogni giorno attività nel centro antiviolenza, che purtroppo accoglie anno dopo anno un numero sempre maggiore di donne che hanno trovato e continuano a trovare sostegno, un piccolo ascolto, che spesso è molto utile per poter magari salvare la propria esistenza. Volontarie che ora si vedono, per una decisione assurda e affrettata, cambiare locazione”, commenta l’associazione il Mondo che Vorrei: “È veramente triste vedere che anche in questa città si metta il profitto davanti alle persone, pensavamo che questi concetti fossero solo prerogativa dei poteri forti, prerogativa che abbiamo sentito molte volte da parte di FS  in aula attraverso parole e metodi offensivi e denigratori per i familiari e per Viareggio. L’anima associazionistica di questa comunità è un valore che non è quantificabile ne monetizzabile. In tanti anni girando l’Italia non abbiamo ancora trovato un senso di solidarietà così forte come in questa città, sia verso chi è in difficoltà sia verso chi è più debole, un valore che non tutti possono vedere ma che tutti ne possono e ne usufruiscono gratuitamente.  Non aver discusso e chiarito ogni aspetto di questa vicenda con chi direttamente coinvolto per oltre otto mesi come dichiarato dalla presidente della Casa delle Donne prima della votazione di ieri e espressione di una città che non è Viareggio. L’associazione Il Mondo che Vorrei non può che essere al fianco di persone che con il loro lavoro di volontariato supportano donne in difficoltà per varie svariati motivi”.