32 maglie, 32 vittime: “Giustizia e verità per la Strage di Viareggio”

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VIAREGGIO – Trentadue magliette bianche, con il volto delle trentadue vittime della strage ferroviaria di Viareggio, uccise dal fuoco divampato dopo l’esplosione della cisterna carica di gpl del treno deragliato in stazione il 29 giugno del 2009. A stenderle in aula, sulla sedie, sono stati i familiari. La foto è stata postata su Facebook dall’associazione “Il mondo che vorrei”. Giustizia, la richiesta, e verità. Finalmente.  Ma intanto, oggi, al Polo Fieristico è andata in scena un’altra un’udienza dove è emerso che l’assile killer non sarebbe è stato costruito nella Germania dell’Est, bensì in Ungheria. Cosa, questa, inaspettata e che suona come un colpo di scena, visto che secondo la Procura sarebbe stato fabbricato nella Ddr nel lontano ’74. Adaffermarlo è stato  il legale della Gatx, avvocato Tullio Padovani, durante il controinterrogatorio del perito dell’accusa Paolo Toni. Le punzonature, e le sigle,  dell’assile della morte proverebbero che fosse stato costruito a Budapest in un’officina intitolata a Lenin, commissionato dalla Digep. Azienda questa ancora operativa, dove si possono, ha affermato il difensore, fare opportune verifiche.  Dove sia “nato” l’assile, rileverebbe ben poco sul fatto della sua rottura e sulle revisioni. E la domanda resta la stessa: come ha fatto a rompersi?

 

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