A tre mesi dalla morte di Aurora Francesconi, la mamma dell’angelo biondo attende giustizia

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TORRE DEL LAGO –  ( di Letizia Tassinari ) – Sono passati tre mesi, oggi, dalla scomparsa di Aurora Francesconi, l’angelo biondo morto a soli 16 anni in un incidente stradale a Torre del Lago, e ancora non si sa chi sia stato a provocare la sua caduta dallo scooter. Silenzio totale sulla dinamica, nonostante il mezzo, condotto da un ultraottantenne, sospettato di aver urtato la ragazzina e non essersi fermato, e ritrovato nel parcheggio della Coop della frazione pucciniana, sia stato inizialmente posto sotto sequestro dalla Polizia Municipale e passato al setaccio per i rilievi, “Tutti tacciono – scrive la mamma, Elisa Domenici – ma non i suoi  amici, e io non voglio che nessuno dimentichi l’angelo biondo, perché deve avere giustizia”. Aurora non  ce l’aveva fatta, vittima di un incidente in via Giovanni XIII intorno a mezzogiorno del 28 luglio scorso  (Leggi anche: Agganciata da un’auto, cade in terra: trasportata dall’elisoccorso all’ospedale di Livorno ).  Era morta all’ospedale di Cisanello, a Pisa, dove i medici l’avevano trasportata in condizioni disperate. A nulla era valso l’immediato soccorso del personale sanitario, e il volo dell’elicottero del 118. La ragazzina era in sella alla sua Vespa quando sarebbe stata urtata da un’auto: un urto violento, che l’aveva fatta cadere a terra e sbattere la testa contro un palo della luce. L’anziano conducente, un turista fiorentino over 80,  trovato dai vigili urbani di Viareggio grazie alle testimonianze di chi aveva assistito all’incidente, e la cui auto, una Y10 fu ritrovata subito – l’uomo era entrato nel supermercato con la moglie per fare la spesa – ha sempre negato ogni addebito. E di segni evidenti nella carrozzeria, che dimostrino l’impatto, da quanto trapelato non ce ne sarebbero. Cosa è successo allora? La mamma, il babbo, e tutti quelli che hanno conosciuto Aurora chiedono verità, e giustizia.

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