A Viareggio è il D(issesto)-day, Betti pronto alle dimissioni

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VIAREGGIO – (di Alberto Pardini con la collaborazione di Stefano Piccolomini e Letizia Tassinari ) – E’ il D( dissesto )-day. E in Assise, il sindaco Leonardo Betti siede al centro con il solo assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, il ragioniere capo Vincenzo Santoro, i revisori dei conti, il presidente del consiglio comunale Beppe Vannucci e Vincenzo Strippoli nelle veci di segretario comunale. Nella maggioranza tutti presenti tranne Mei, Zappelli e Marcucci, quest’ultima in viaggio di nozze. Siamo solo all’inzio del consiglio quando si fanno sempre più insistenti le voci delle dimissioni del Sindaco al termine dell’assise, per poi tentare di riformare una maggioranza nei venti giorni previsti dalla legge.

“Viareggio è la città dei rapporti anomali con le Partecipate – ha esordito il Sindaco -, come si puo’ pensare di risanare e di chiedere ai consiglieri comunali di assumersi la responsabilià di un reiquilibrio economico? Per questo ho optato per il dissesto. Una scelta non facile. che non fa piacere, dopo appena 15 mesi di mandato”.  

“Checché se ne dica questo periodo è stato straordinario, l’operazione chiarezza è in atto ed è irrevocabile, questo nonostante ci sia una città che non volava fare i conti con il MEF – incalza Betti nel suo intervento – vi garantisco che non vi sarà mai un’omissione, o un tentativo di nascondere le responsabilità, di chiunque siano”. Il primo cittadino però si contraddice un attimo dopo, ripetendo l’errore di limitarsi a considerare la relazione del MEF, che a sua volta si limita all’analisi dei cinque anni precedenti, e dimenticando ancora una volta di come Corte dei Conti e Revisori, in un’analisi più ad ampio raggio, abbiano individuato le radici del dissesto nella gestione dell’ex sindaco Marco Marcucci. E difatti Betti prosegue scemando nelle consuete – e sterili – schermaglie politiche: “l’Amministrazione precedente ha chiuso in disavanzo i tre esercizi precedenti al 2011, lasciando anche pre il MED prefigurare una sorta di dolo. Ma dopotutto gli altri sono quelli coraggiosi, quelli bravi, quelli politicamente sapienti, gli stessi altri che ci hanno ridotto in queste condizioni”. 

In chiusura di intervento Betti ribadisce la volontà di ripartire da domani per la creazione di una nuova squadra di governo, il Betti-bis insomma, una partita che si gioca tutta sul tavolo di Sinistra Ecologia e Libertà, alla quale il Sindaco si è appellato arrivando addirittura a cospargersi il capo di cenere pur di favorire un loro riavvicinamento, e di conseguenza una nuova maggioranza. “La città ha bisogno di un nuovo programma elettorale e di una nuova squadra di Governo per affrontare questa situazione di criticità, il programma che avevamo proposto non è più adatto – ha difatti detto Betti – dovremo soprattutto ritrovare nuovi equilibri politici, mi riferisco in particolare allo strappo con SEL, che dobbiamo superare, anche riconoscendo gli errori fatti”. In ultimo il Sindaco invita i cittadini “a non lasciare sola questa Amministrazione”. Dopo Betti tocca all’Assessore al Bilancio Lorenzo Bertoli intervenire, il quale si esibisce nella spiegazione più dettagliata della delibera di dissesto e della situazione generale del Comune. Poi tocca a Genick (Pd) presidente dell’apposita commissione, che nel suo intervento non ha mancato di sottolineare la mancata trasparenza dell’Amministrazione Betti tra forzature, documenti non consegnati, non rispetto delle prerogative del ruolo del presidente del Consiglio.

Il primo consigliere comunale a parlare è Chiara Bozzoli di Sinistra Ecologia e Libertà.  “Le priorità sono quelle di accertare, individuare e punire coloro che hanno la responsabilità della situazione attuale, siano essi politici, privati o dirigenti – spiega in sintesi – io mi assumo la responsabilità di riconoscere lo stato di dissesto, sia tecnicamente che politicamente: tecnicamente per i numeri, che sono impietosi, politicamente perché ho maturato la convinzione che solo tre commissari possano realmente scrostare il marcio che in tanti anni di mala amministrazione si è depositato sulla città, non questa maggioranza, che ha dimostrato più volte di non saper governare”. Bozzoli ha annunciato poi la presentazione della mozione di sfiducia, ma anche che – probabilmente stasera – si confronteranno con i circoli di SEL per decidere se aderire alle dimissioni in blocco proposte dall’opposizione per chiudere definitivamente l’esperienza Betti, senza possibilità di veder andar in scena il consueto “mercato delle vacche”.

“E’ una svolta decisiva o sono solo chiacchiere per andare avanti ancora? – si chiede invece Brocchini (PD) – i fatti hanno consigliato questa strada, ma non mi interessa il passato, ci devono pensare altri a fare chiarezza, mi interessa il futuro, mi interessa che ci sia una base tangibile per far ripartire la città e la sua economia”. “Guardiamoci in faccia, il consiglio è stato eletto dalla minoranza della città, e noi siamo la maggioranza di una minoranza – ha proseguito nel suo intervento – il cambiamento deve essere tangibile”. Di tutt’altri toni è l’intervento della consigliera Tozzi (PD) che si butta a corpo morto in una difesa tout court dell’Amministrazione Betti: “oggi tracciamo una linea di demarcazione e cominciamo a guardare al futuro, mai come in questo momento alla città serve la politica. L’opera di chiarezza fatta da noi nemmeno il commissario Mannino l’ha fatta anzi, non ha proprio chiarito niente, e non mi stupisco nemmeno delle reazioni di Forza Italia, visto che sono stati proprio loro a portarci nel baratro”. “Ripartiamo dal programma, riadattandolo, e pensiamo alla città e non ai personalismi – ha proseguito la consigliera di maggioranza – come Amministrazione nonostante tutto abbiamo fatto tanto, e ci siamo assunti tante responsabilità, tra cui trovare soldi per realizzare Carnevale (e qui si sono sentiti brusii e risate tra pubblico e consiglieri) e Pucciniano, salvandoli dalla chiusura, e salvando il calcio a Viareggio con la nuova società”. 

Massimiliano Baldini (Movimento Cittadini Viareggio e Torre del Lago Puccini) annuncia che non parteciperà al voto del dissesto, “una procedura non semplice, ma comunque vada noi rimarremo all’opposizione”. “Dare le dimissioni sarebbe stato un atto dovuto da parte del Sindaco, spero lo faccia nel rispetto di tutti, la città in primis”. Nemmeno il M5S parteciperà alla votazione sulla dichiarazione di dissesto, a spiegarlo è Trinchese: “fino ad oggi l’amministrazione non ha fatto tutto quello che doveva fare, e la città sta peggio dell’anno scorso: è questo il motivo per il quale siamo qui oggi, in questa dammatica situazione – ha spiegato – pur non imputando a nessuno la cattiva fede riteniamo che per governare la città serva competenza. una competenza e una responsabilità che non vediamo in questa giunta”.

Non le manda certo a dire nel suo intervento la consigliera Rossella Martina (Viareggio tornerà bellissima), applaudita a fine intervento: “Betti racconta una realtà onirica, ma come possiamo credere che da domani Betti e i suoi da domani facciano tutto quello che non hanno fatto fino ad oggi?! Per di più con tre commissari a dire cosa fare e come farlo”. “La lista delle persone finite nel tritacarne di Betti per aver voluto fare le cose per bene è lunghissima, dagli assessori cacciati ai membri della Fondazione Carnevale – ha proseguito – la realtà è che da domani non cambierà nulla, semplicemente si aprirà un nuovo mercato delle vacche per garantire al sindaco di mantenere il suo posto”. Tocca poi a Antonino Cima (Forza Italia) parlare a nome del suo gruppo, e anche difendere la sua ex giunta dai continui scaricabarile di Betti e dei suoi consiglieri più vicini. “Lunardini ha fatto un solo, grosso errore, quello di non dimettersi appena visti i conti lasciati in eredità da Marcucci, e si, ha fatto degli sbagli, ma comunque in buona fede” ha affermato prima di passare alla lettura di alcuni passi della relazione dei sindaci revisori, dove si indica in maniera chiara e precisa di come le problematiche economiche siano nate attorno agli anni 2000 (Lunardini è stato eletto nel 2008, ndr) tra operazioni dubbie e il fiorire di partecipate. “Rimarremo comunque all’opposizione, ma se c’è una vera volontà di cambiare le cose siamo disponibili a dare un contributo, ma prima il sindaco deve rassegnare le proprie dimissioni – ha concluso – non parteciperemo al voto perché non condividiamo alcuni aspetti della vicenda”. A proseguire il giro è Favilla (Fed.Sin.) che conferma il suo appoggio a Betti e alle sue decisioni, anche se rimane “con il dubbio che il dissesto si poteva evitare, ma la priorità è quella di non ritrovarci con un commissario”.

“Tre cose oggi mi aspettavo da parte della maggioranza: un’ammissione di colpa, delle prospettive per il futuro e delle responsabilità politiche, non ho visto niente di questo – esordisce così Max Bertoni l’ammissione di colpa perché in questi 15 mesi potevano essere fatte tante cose che invece non sono state fatte, e perché nei 53 milioni (per ora) di disavanzo avete anche voi le vostre colpe, a partire dai bilanci non equilibrio che avete votato; manca l’individuazione delle responsabilità politiche che, diciamocelo, è ridicolo limitare solo a Lunardini; manca una prospettiva per il futuro visto che finora si è sentito solo parlare di poltrone e incarichi”. Bertoni snocciola poi i numeri, inconfutabili, di quanto e come l’amministrazione Marcucci abbia aumentato in maniera spropositata il capitolo spese del comune, andando anche a minare il futuro dell’ente. “Chi paga per questo? I cittadini non devono pagare i debiti fatti dalla politica! – attacca – l’impressione è che ci sia un tentativo di commissariamento di Viareggio da parte della Regione in vista delle elezioni regionali del 2015, con la mano longa di Rossi sulla nostra città. Meglio il commissariamento tecnico, piuttosto che uno politico mirato ad un tornaconto elettorale”. 

La maratona degli interventi prosegue con Santini (FI): “oggi noi di opposizione non dovevamo sedere su questi banchi, avevamo scelto una linea diversa, ma nelle ultime ore è successo di tutto, è stato aperto il mercato delle vacche e si è tentato di comprare tutto e tutti, a destra e a sinistra. La credibilità di questa amministrazione è sotto zero, è stato detto e fatto tutto e il contrario di tutto, basti pensare che solo la settimana scorsa erano contrari alla dichiarazione di dissesto“. “Quanta noia ha dato a questa maggioranza la relazione dei revisori dei conti, stavolta non di nomina politica, che hanno scritto sia di quanto l’Amminstrazione Betti non sia esente da colpe, sia individuando nella giunta Marcucci l’inizio delle cause del dissesto del comune”.

Madrigali (SEL) difende la posizione del suo partito, rivendicando un comportamento coerente e democratico, Paterni (PD) si erge anch’esso in una difesa tout court di Betti. Montaresi (PD) respinge le accuse del tentativo di sfiducia a Bertoli e Santoro lanciate da Santini, mentre Troiso (VVV) nonostante si dica “contrario alla dichiarazione di dissesto” annuncia il suo voto favorevole.

Quattro ore di discorsi, tante parole, per poi passare alla votazione della delibera sul dissesto e della sua immediata esecutività, in aula rimangono solo i membri della maggioranza più i due consiglieri di SEL. La delibera passa con 15 voti su 15.

( Foto di Iacopo Giannini )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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