Accoglienza profughi: “Il parroco doveva informare la comunità”. Raddoppiati i senza tetto

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PIETRASANTA – “Il parroco del Santissimo Sacramento avrebbe potuto per lo meno informare tutta la comunità di Macelli, e non solo uno sparuto gruppetto, dell’intenzione di ospitare, all’interno del convento dei Frati, dei profughi. Credo che la soluzione migliore sarebbe stata quella di condividere con la comunità, tutta la comunità, magari durante un’omelia, una decisione che era destinata inevitabilmente a spaccare l’opinione pubblica. Tra i residenti nella frazione di Macelli c’è chi sarà felice, ma ci sono molti che non lo sono. I cittadini del centro storico saranno felici visto che sono stati alloggiati nel convento alle porte della città?”.

E’ il commento di Matteo Marcucci, consigliere comunale di Pietrasanta prima di tutto in merito alla vicenda dei profughi ospitati al Convento dei Frati. “Un confronto era doveroso a maggior ragione sapendo che la frazione può contare sulla presenza in consiglio comunale di due consiglieri con me e Giacomo Vannucci ed addirittura del Presidente del Consiglio, Francesca Bresciani. Sarebbe stato un percorso più dolce e forse più intelligente anche per spiegare alla comunità le motivazioni di una scelta alla luce anche della lettera che il sindaco aveva inviato lo scorso settembre”.

Marcucci mantiene la linea dell’amministrazione comunale di Pietrasanta: “dal 2013 al 2015, in pieno mandato Lombardi, i senza fissa dimora, lo dice l’Istat, non il Comune ne il Sindaco, sono praticamente raddoppiati passando da 29 a 58. Ma nessuno, prima di oggi, prima della nostra amministrazione, ne aveva mai parlato o preso in considerazione questa emergenza così come non aveva mai parlato delle famiglie in lista di attesa per una casa che invece sono costrette a soluzioni di rifugio e sacrifici enormi per pagare un affitto. Noi ce ne siamo fatti carico e lo dicono le risorse del sociale investite e le politiche di sostegno alle fasce deboli. Il 15% della popolazione residente si rivolge ai servizi sociali ed ha manifestato difficoltà economiche. 250 hanno usufruito del sussidio economico per non parlare delle borse lavoro, del turn over alle case parcheggio, dei bonus riscaldamento che vengono erogati, delle famiglie che vengono all’Atelier della Solidarietà e che ricevono i pacchi alimentari. L’ospitalità è sacro santa, soprattutto se si tratta di famiglie e giovani come in questo particolate caso, e siamo i primi a sostenerlo da sempre, ma prima credo che sia giusto sistemare i pietrasantini e metterli nelle condizioni di avere un tetto e tutto l’indispensabile per una vita dignitosa. Poi aiuteremo gli altri: questa è la linea del consiglio comunale”.

Il giovane consigliere comunale prosegue: “Leggo sui social di chi propone collette per ospitare i profughi: ad oggi non mi risulta che nessuno, nonostante sia possibile, abbia preso in casa un solo profugo nel nostro comune. In ogni caso questi profughi sono gestiti da cooperative che vengono lautamente pagate dal nostro Stato e dall’Europa che nel frattempo si dimentica dei cittadini, italiani ed anche stranieri, senza casa e lavoro. Il parroco avrà avuto le sue motivazioni e mi auguro che la politica non sia una di queste. Pensare di far passare sottotraccia la loro presenza è stata una valutazione errata vista l’attenzione e l’emergenza che il paese sta vivendo. Con questo atteggiamento ha solo spaccato, nella maniera più sbagliata, la sua comunità”.

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