Adone del Lago… il libro di Marilena Cheli nel giardino del Gran Teatro

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TORRE DEL LAGO – Ci sono personaggi che attraversano la Storia lasciando una traccia, piccola o grande che sia, destinata ad essere seguita da coloro che, come loro inseguono un sogno che sembra irraggiungibile. Adone Spadaccini è certamente uno di questi.

Figlio di Ultimo, meccanico di fiducia di Giacomo Puccini, Adone sembra “segnato” da questa eredità e quando nel 1931 il “Carro di Tespi Lirico”  tornò nuovamente a Torre del Lago con Madama Butterfly con Rosetta Pampanini e Angelo Michetti, dirette dal maestro Edoardo Vitale, il piccolo Adone, di appena sette anni era lì, rapito e conquistato da quello che veniva rappresentato, secondo le volontà di Puccini “… Io vado sempre qui davanti e poi con la barca vado a cacciare i beccaccini … Ma una volta vorrei andare qui davanti ad ascoltare una mia opera all’aperto …” davanti alla sua villa.

Tutta la vita di Adone, se si esclude la sua professione di geometra alla quale si dedica con passione e professionalità, sembra votata ad un progetto audace e complesso: Torre del Lago come Salisburgo, e un “Puccineum” che ricordi e faccia vivere il Maestro e le sue opere.

Un sogno ancora irrealizzato nella sua interezza ma che ha dato vita, anno dopo anno, con determinazione, entusiasmo e quel pizzico di follia che serve per ogni impresa audace, prima ad un teatro da smontare e rimontare ad ogni stagione, poi ad un teatro “stabile” su tubi innocenti per giungere a ciò che oggi possiamo ammirare e apprezzare, il Gran Teatro Giacomo Puccini, sulle rive di quel lago che era stato per il Maestro luogo di svago e di ispirazione.

Adone è il perno di questo progredire verso una realtà che diverrà, in tempi recenti, la Fondazione Festival Pucciniano: le sue battaglie sono sempre all’insegna della costruttività e della ricerca di collaborazioni: con le Istituzioni, non sempre pronte ad accogliere le sue istanze, con i cantanti che accettano prima con diffidenza poi con gioia di cantare là dove Puccini è vissuto e dove riposa, con registi e scenografi che sentono la responsabilità di realizzare produzioni degne del luogo, e con le mille burocrazie che, ahimè, ancora rallentano lo slancio del Festival.

Questo libro, omaggio all’uomo, è anche, e inevitabilmente, un omaggio corale a coloro che accanto ad Adone, spesso silenziosamente, hanno portato contributi determinanti al raggiungimento di ciò che oggi è possibile ammirare ed apprezzare. E’ la storia di tanti personaggi più o meno famosi che si sono interfacciati con lui a diverso titolo che, come lui, hanno saputo cogliere l’importanza di questa battaglia per dare alle musiche di Puccini una degno sistemazione.

Un ricco apparato iconografico, con materiale spesso inedito, aiuta meglio a contestualizzare e comprendere questo cammino e mostra, negli anni, come il sogno di Adone sia divenuto, almeno in parte, una bellissima realtà che deve essere difesa e sviluppata per giungere davvero a fare di un piccolo centro di uno stupendo territorio, una grande attrattiva non solo per il periodo estivo ma per tutti i giorni dell’anno.

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