Agiva armato di coltello e spray urticante, condannato il rapinatore seriale

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Rito abbreviato davanti al Gup e condanna a tre anni e quattro mesi per il rapinatore seriale, Almed Bougdir, che metteva a segno i suoi colpi armato di spray urticante.  A seguito di diversi episodi avvenuti durante l’estate, nel centro città e sul lungomare di Viareggio, nei quali alcune persone erano state vittime di rapine e furto, anche con l’uso di coltelli e spray urticanti, era stata attivata una intensa attività di indagine, condotta dal personale del Commissariato di Polizia di Viareggio, che aveva consentito di individuare il responsabile di tali eventi delittuosi. Le indagini già indirizzate nei confronti del probabile autore, avevano permesso tramite le risultanze testimoniali e riconoscimenti fotografici di individuare con certezza l’autore dell’aggressione in Ahmed Bougdir, trentunenne marocchino, in Italia senza fissa dimora e già noto alle forze dell’Ordine per i suoi precedenti penali, anche specifici. Nei confronti dello straniero era stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Lucca, per due distinti episodi. Il 18 luglio scorso, una rapina, perpetrata in danno di un ragazzino di quindici anni che era stato avvicinato dallo straniero e sotto la paventata minaccia di un coltello, aveva dovuto consegnare il proprio telefonino cellulare. Il 22 luglio scorso, dopo un furto avvenuto in piena notte, fuori da un bar in centro città, il Bougdir si era infilato nell’abitacolo di un auto, con due donne a bordo, impossessandosi della borsetta che una delle due aveva sulle gambe e strappando di mano il telefono all’altra. L’ordinanza gli era stata notificata in carcere a Lucca, dove Bougdir, dal 31 agosto scorso, si trova in stato di fermo di Polizia Giudiziaria, effettuato sempre dagli uomini del Commissariato,  per un’altra rapina avvenuta la notte del 23 agosto. Nella circostanza lo straniero, con la scusa di effettuare una telefonata urgente, si era fatto consegnare il telefonino da un ragazzo. Non appena quest’ultimo aveva visto che lo stesso aveva infilato il cellulare nel marsupio, aveva cercato di riprenderselo, ne era nata una colluttazione e, per assicurarsi la fuga, il rapinatore aveva spruzzato del liquido irritante sul volto della vittima. Oggi, l’epilogo giudiziario, e la condanna.

 

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