Aids, sieropositivi in piazza per un abbraccio contro il pregiudizio

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PIETRASANTA – Una sfida al pregiudizio, un test sul grado d’informazione in materia di Aids. Anlaids Versilia, la onlus che si batte da sempre per la prevenzione dell’HIV, quest’anno sceglie di declinare la campagna “Gesti quotidiani” in chiave provocatoria per rilanciare la lotta contro il virus: venerdì sera, a partire dalle 22.30, un gruppo di persone sieropositive si ritroverà in piazza Duomo per chiedere un abbraccio, una stretta contro la disinformazione, contro l’ignoranza. Un esperimento nel cuore della movida pietrasantina, in mezzo ai tanti giovani che affollano il centro storico in queste serate estive. L’idea è stata pensata dai volontari Anlaids per richiamare l’attenzione su un argomento che non fa più notizia, ma che registra ogni anno 4.250 nuovi casi di contagio in Italia. “Vogliamo verificare il livello d’informazione dei nostri ragazzi – spiega Maria Cristina Tognetti di Anlaids -, toccare con mano i risultati delle campagne di prevenzione che da 8 anni portiamo avanti nelle scuole della Versilia. E’ un banco di prova anche per la nostra attività, è un modo per ricordare a tutti che un contatto fisico con persone affette da HIV non comporta alcun rischio. Il pericolo sta nell’avere rapporti sessuali non protetti. Abbassare la guardia sul tema Aids è un errore, di HIV purtroppo si muore ancora ed è giusto farlo sapere a tutti”.

Le persone sieropositive che daranno vita al singolare flash mob avranno il volto coperto a tutela della loro privacy. In piazza Duomo ci sarà anche il gazebo di Anlaids, che distribuirà gratuitamente preservativi e opuscoli informativi. L’evento è patrocinato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Mallegni, da sempre molto attiva sui temi legati alla salute pubblica, come dimostrato dalla vaccinazione antimeningite di gruppo, a cui pochi mesi fa si sono sottoposti la giunta al completo e molti consiglieri di maggioranza. “Quella contro l’HIV è una battaglia importante – spiega l’assessore al Sociale, Lora Santini – Abbiamo deciso di appoggiare questa iniziativa di Anlaids perché l’associazione svolge sul territorio un lavoro serio, trovando sempre la chiave giusta per trattare un tema delicato. Noi non abbiamo paura di far discutere”.

I dati diffusi dal Ministero della Salute e aggiornati al 2015 stimano molti casi di contagio sommerso. “4.250 sono solo i casi certificati, ma le persone che contraggono il virus senza rendersene conto sono molte di più – spiega Serena Del Bono di Anlaids – E’ fondamentale sensibilizzare le persone all’uso del preservativo e invitarle a fare test periodici, non necessariamente quando si sono avuti comportamenti a rischio. Molte vittime, specie donne, vengono contagiate da partner infedeli e se ne accorgono solo alla comparsa dei primi sintomi”.

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