Al Byron la mostra personale di Maurizio Galimberti

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FORTE DEI MARMI – Si è inaugurata oggi pomeriggio, all’Hotel Byron di Forte dei Marmi,  la mostra personale del maestro della Fotografia Maurizio Galimberti dal titolo “Appunti FDM” alla presenza di circa 300 invitati tra galleristi, collezionisti e semplici appassionati.

Come attuali “Appunti” visivi, a 30 anni dallo storico “Viaggio in Italia”, il libro che recuperava il paesaggio affettivo della realtà italiana attraverso quella che era una nuova generazione di fotografi, possono essere considerati questi Ready Made di Maurizio Galimberti.
In una privilegiata “sosta” rivolge a Forte dei Marmi, nell’anno celebrativo della sua nascita, una poetica attenzione, e, riesce a portarci con il suo codice estetico, “In Versilia e nel Tempo”.
Un progetto che entra nello specifico del suo lavoro e della sua ricerca, dove con la sua immancabile cifra stilistica data dalla Polaroid, e, attraverso  un autentico lavoro vintage, si immerge “a rebours” in una sua selezionata collezione di immagini ritrovate, una sorta di elenco balneografico.
L’arenile con le prime file di tende e ombrelloni, il pontile, il viale alberato che portava alla marmorea corona delle alpi apuane, gli ombrelloni del bagno Trieste, la veduta dei villini dal mare, il perduto Grand Hotel, le bagnanti che esibiscono i primi costumi interi e la loro antesignana abbronzatura, le silenziose barche a vela, il primo emancipato sci nautico, la cabina costruita su una palafitta piantata direttamente sulla battima, le tende  a pannello obliquo delle lunghe villeggiature, vissute da “Luglio a Settembre”, sono solo alcune delle immagini che Galimberti ci restituisce.
Prendendo a prestito i titoli dei capitoli di Paul Morand, potremmo definire questo ciclo sia “Bagni di Poesia” sia “Bagni nel tempo”, sia “Bagni nello Spazio”, perchè naturalmente queste immagini sono vive nel suo significato di immersione, da quella balneare, a quello di territorio esclusivo, per la sua naturale archeologia visiva, per la sua geologica sabbia di arselle e di turismo.
Infatti il soggiorno della villeggiatura, il turismo delle vacanze, ha trovato fra queste onde vicino al pontile, continue generazioni che si sono scambiate emozioni, affetti, ricordi e le cartoline “ritrovate”, adesso manipolate con la Polaroid in determinati tagli e dettegli che, in una sola tessera musiva, ne amplifica non solo una parte ma, evidenzia la testimonianza per quel seppiato sapore nostalgico che ciascuno che torna al “Forte” ha dentro di se.
Ad aggiungere un’ulteriore prova c’è la scrittura , con le sue tracce calligrafiche e autografe sulle cartoline,  di sconosciuti turisti che hanno inviato i loro pensieri e i loro saluti, a familiari ed amici, ciò contribuisce a evidenziare il senso letterario del ricordo privato che si è fatto collettivo, di scatti che si sono inumiditi e tinti di una letterarietà propria e insita in Forte dei Marmi e nella Versilia.
Foto come pagine di libri, immagini come capitoli e narrazioni, scritture come immagini, un continuo e reversibile doppio, dove la fotografia ha una ritrovata magia del passato, non solo nel paesaggio italiano, ma anche di se stessa, infatti in questi scatti si riappropria concettualmente di un passato collettivo, che ha il suo eco in una patina che è intensa come il salmastro marino e, ci restituisce il luogo e il significato dei suoi soggiorni che , in una perfetta catena del tempo, non si sono mai interrotti.
(Nella foto di Iacopo Giannini il CEO dell’Hotel Byron Salvatore Madonna e l’artista Maurizio Galimberti)

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