Alessio Bertuccelli, un viareggino a Parigi: “Sono scampato all’inferno”

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Un viareggino a Parigi, nella notte dell’inferno terroristico. E’ Alessio Bertuccelli che, contattato dalla nostra redazione, racconta la sua fortuna di non essere rimasto coinvolto nell’immane tragedia degli attentati di ieri sera:
“Sono a Parigi dal 10 settembre 2015 e lavoro presso l’hotel Four Seasons George V. Tutte le mattina vado a lavoro regolarmente, prendo la metro 7 nel 13 arrondissement, cambio a Palais Royal – Musée du Louvre la metro 7, con la numero 1 (considerata la principale) fino all’ottavo arrondissement sugli Champ elysees. Il mio è un percorso che parte dal sud di Paris ed attraversa tutto il centro. Un percorso che, preso ieri sera a quell’ora, poteva essere un pericolo. La mia fortuna è stata che sia ieri che oggi avevo il turno di riposo. Ieri, dato il giorno libero, mi sveglio e alle 15:00 ,raggiungo un mio amico a Montparnasse, facciamo un giro e poi con la metro ci rechiamo alla Basilica del Sacro Cuore a Montmartre passando per Gare de Lyon e Gare du nord. Verso le 17:30 senza passare da casa, andiamo insieme ad altri amici a fare un aperitivo in un pub non lontano dalla Torre Eiffel. Stiamo li fino le 20:00, poi riprediamo tutti insieme la metro per andare a cena, ed io sono ospite a casa di uno dei ragazzi, nel 15 arrondissement. Tra una chiacchera e l’altra programmiamo la serata nel quartiere Latino della città, molto frequentato dai giovani. Ad un certo punto mentre si cenava sentiamo delle normalissime sirene della polizia. Passano i minuti e queste non smettevano di suonare poi sentiamo il rombo di 2 elicotteri che volavano bassi. A questo punto guardo su Google cosa poteva essere successo. Non faccio in tempo a prendere il cellulare in mano che iniziano le decine di chiamate e i centinaia messaggi su whatsapp e Facebook. Allarmato accendo la tv e scopriamo l’inferno. Anche se eravamo distanti 2-3 km circa, inizia un po’ di paura seguita da molta ansia, i telegiornali dicevano esplicitamente di non uscire di casa e se possibile di ospitare qualche francese rimasto bloccato ( dato che le metro e gli altri mezzi di trasporto pubblici erano stati fermati ). Io inizio a tranquillizzare tutti i miei parenti e amici dall’Italia e decido di rimanere a dormire nella casa di questo mio amico. La fortuna è stata che abbiamo cenato tardi,  perchè se cenavamo presto, alle 21:30 ci si poteva trovare noi sul luogo dell’attentato dato che il quartiere latino era vicinissimo al luogo dell’attentato. Stamani mattina al mio risveglio mi affaccio alla finestra, e c’era il silenzio totale. Esco di casa, i mezzi pubblici erano di nuovo in funzione ma invece della metro ( che ancora sconsigliano di usarla ) ho preso il bus per rientrare. La città era semi-deserta, una Parigi blindata, bloccata! Tutte le luci spente , la vita sembra essersi fermata ieri sera con quei colpi di kalashnikov. Tutti sentiamo la sensazione di essere in guerra! Fa paura dirlo, ma io credo che siamo in guerra oramai da tanto tempo. Gli amici mi scrivono << Alessio torna in Italia!!! >>, ma io sono consapevole che ormai nel mondo tutto può accadere quindi non sento proprio il bisogno di tornare. Certo in questi giorni cercherò di evitare le zone colpite e comunque sia, Parigi avrà sempre il suo fascino”.

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