Alex Folla in mostra a Villa Bertelli

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FORTE DEI MARMI –  Mercoledì 18 Giugno 2013 apre alle ore 18:30 presso gli spazi di Villa Bertelli di Forte dei Marmi in via Mazzini 200, la personale di Alex Folla. La mostra continuerà fino al 2 Luglio ed è accompagnata da un catalogo con testi critici di Angelo Crespi e Davide Pugnana.

Questa sarà la prima delle mostre estive di Gestalt Gallery che per l’occasione utilizzerà le preziose sale espositive della suggestiva Villa Bertelli. L’esposizione, che si intitola LEPIDOPTERA, è organizzata in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli e aprirà mercoledì 18 Giugno alle 18.30 alla presenza dall’artista.

Sabato 21 Giugno alle 18.30 si svolgerà poi l’inaugurazione ufficiale con la presentazione del catalogo.

Alex Folla arriva da un periodo florido e creativo che lo ha visto protagonista di un’importante mostra nella galleria Triumph sulla Piazza Rossa a Mosca. Da questa esperienza nasce una nuova personale produzione artistica che si consolida in queste numerose opere inedite.

Le due serie in esposizione – Falene e Unheimlich – sono un susseguirsi di corpi al limite del primordiale disfacimento, nei quali presagiamo gli echi della pittura seicentesca e la spregiudicatezza della contemporaneità.

Gli uomini – ci dice Alex Folla – da un lato hanno perso l’istinto che un tempo garantiva loro la sopravvivenza, dall’altro la tecnica li attrae e poi li irradia, distruggendoli. La luce artificiale che “immortala” le sue figure, e che al medesimo tempo le evidenzia durature ed effimere, è un abbaglio, una fonte di debole calore che può sostituire solo in modo momentaneo la luce interiore dell’anima, senza però dare consistenza definitiva alla carne. I chiaroscuri traggono le membra dal buio, le fanno vivere, ma ne svelano anche i difetti, la pelle rugosa, la vecchiaia che procede e rode le ossa, le vene nelle quali scorre l’ultima linfa.

Con questa mostra Alex Folla fornisce un’altra prova di grande capacità compositiva e pittorica. Il segno si è fatto meno didascalico, l’immagine meno scolastica, le sovrapposizioni, in bianco o in rosso, non sembrano facili escamotage da modernista, ma sono funzionali a una ricerca formale che determina uno stile del tutto personale in cui la tecnica non si piega al concetto, semmai lo esalta. Qui sta la forza: un virtuosismo che non scade nel manierismo o nel pittorico, la capacità di essere contemporaneo pur nel solco dei grandi del passato.

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