Alghe nella Farabola, la risposta del Consorzio

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VIAREGGIO – Il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, risponde a Enrico Santambrogio del Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi ha sollevato la questione della fioritura di alghe nel Fosso Farabola a Viareggio, spiegando che le competenze istituzionali  del Consorzio sono prettamente di natura idraulica e di deflusso delle acque, mentre per legge, le problematiche relative alla qualità dell’acqua, alla salute, all’igiene e al decoro sono  di competenza di altri Enti preposti. Pertanto il Consorzio non è il soggetto qualificato alla rimozione delle alghe fiorite in questi giorni sul Fosso Farabola.
La risposta arriva dopo la verifica sul posto effettuata dai tecnici del consorzio che, appurato che la presenza dell’alga non pregiudica la funzionalità idraulica del canale, perchè non c’è apparato radicale infestante, ritiene che non sia necessario intervenire alla rimozione per quanto attiene alla sicurezza dei cittadini e al deflusso delle acque.

“Le segnalazioni dei cittadini sono molto importanti, ma in questo caso non siamo noi il soggetto da interpellare per la rimozione – spiega il Presidente del Consorzio 1 Toscana Nord, Ismaele Ridolfi – tuttavia il Consorzio rinnova la massima disponibilità ad avviare una collaborazione con il Comune per risolvere questa problematica, così come già è stato fatto per la Fossa dell’Abate”.

Esiste infatti un accordo, stipulato lo scorso anno tra il Consorzio e i Comuni di Viareggio e Camaiore, che disciplina una collaborazione attiva dei tre Enti per la rimozione e lo smaltimento delle fioriture algali che in estate si verificano nel tratto terminale della Fossa dell’Abate, che si svolge nello spirito di mutua collaborazione tra gli Enti e ricompresi nel quadro generale delle opere tese al miglioramento della qualità delle acque di corsi d’acqua della Versilia.

Spetta quindi agli Enti preposti all’ambiente e alla salute pubblica, attivare tutte le procedure necessarie per la tutela dell’ambiente, previa acquisizione del parere da parte dell’ARPAT.

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