Alla fine ha vinto Trump, Granaiola: “Ha perso la politica incapace di comprendere paure e precarietà economica”

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VIAREGGIO – Alla fine ha vinto Trump. Nei prossimi giorni e mesi si scriveranno pagine e pagine di analisi su questo risultato.

“Quello che a me pare chiaro è che negli Stati Uniti ha perso quella politica anche ragionevole e competente – questa la riflessione della senatrice viareggina del Pd Manuela Granaiola – ma tuttavia incapace di comprendere ed interpretare fino in fondo i cambiamenti, le angosce, le paure e la precarietà economica di milioni e milioni di persone. Giovani, uomini e donne che hanno percepito la globalizzazione più come una forzata privazione che un’opportunità. Tramp ha saputo leggere ed amplificare quelle preoccupazioni e le ha rilanciate (senza nemmeno il bisogno di ricondurle ad un vero e proprio progetto politico) attraverso una comunicazione semplice di contenuti, brusca, aggressiva e talvolta perfino rozza; un immaginario politico però facilmente leggibile che si è ben presto trasformato in un potente tessuto connettivo. In questo contesto anche il mancato pieno appoggio di molti repubblicani si è tramutato in vera e propria patente di autonomia e novità. E’ un altro miliardario (condizione quasi essenziale nel modello americano per poter divenire presidente) che si sa proporre come paladino dei ceti più deboli e preoccupati. Nel frattempo, nel suo primo discorso da eletto, abbiamo già sentito un altro Tramp; un uomo che, forte della maggioranza sia al senato che alla camera, si è preoccupato di ricomporre una frattura senza precedenti guardando al contesto statunitense e globale più riflessivamente. Lavoro, sicurezza immigrazione, relazioni internazionali (e preoccupanti focolai di razzismo ancora profondamente radicati nella società americana non sanati nemmeno da due mandati di un presidente di origine Afroamericana) sono i temi con i quali si dovrà confrontare da subito: questi (oltre l’attualità della campagna elettorale) sono i temi sui quali potremo veramente valutare il lavoro del nuovo presidente. Per adesso a Tramp faccio i doverosi auguri di buon lavoro auspicando che quanto espresso nel suo primo intervento da neoeletto si realizzi effettivamente; nell’interesse del popolo americano e, considerato il ruolo che gli USA ricoprono a livello globale, nell’interesse di tutto il mondo”.

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