Alla scoperta dell’Accademia Italiana della Cucina

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VERSILIA (di Antonella Criscuolo) – Unire la Cultura all’Arte della Cucina: è questo l’obiettivo dell’Accademia Italiana della Cucina, istituzione naziaonale fondata nel 1953 dal giornalista e scrittore Orio Vergani, che dal 2003 gode del riconoscimento della Presidenza della Repubblica. Una missione, quella appena accennata, di cui ha parlato nei giorni scorsi anche Paola Casucci, Medico e Delegata per Viareggio e la Versilia. Eh sì, perché l’Accademia di cui stiamo parlando ha un’organizzazione ben precisa e capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale e non solo. In Italia si contano infatti ben 215 Delegazioni, di cui 28 solo in Toscana; all’estero sono 74. Ognuna di esse poi, oltre ad avere al suo interno figure come quella del tesoriere e dei consiglieri, è composta da Accademici. Chi sono gli Accademici? Come si legge sul regolamento stesso dell’Accademia, per altro molto rigido, “può essere candidato Accademico soltanto chi abbia una specchiata reputazione morale e una riconosciuta ed accertata propensione verso la cultura della buona tavola in assenza dei vincoli indicati nell’art. 5 dello Statuto”. Ed ecco così che questa istituzione raccoglie in sé personaggi di spicco per la comunità – come medici, imprenditori, ingegneri, docenti – che hanno a cuore il proprio terrirorio e la cultura che lo caratterizza.

Come si svolge l’attività dell’Accademia? La risposta è semplice: principalmente intorno ad una tavola. L’attività conviviale è infatti il momento di ritrovo, di discussione e di condivisione, oltre che della buona cucina, anche di momenti di cultura. Proprio la Dott.ssa Casucci, nel convivio tenutosi a Lido di Camaiore in settimana, presso il Ristorante “L’Arcano del Mare”, ha esposto la sua relazione su Petronilla, ovvero Amalia Moretti Foggia. Una donna medico, tra le tre prime laureate nella storia d’Italia, che negli anni tra il 1929 e il 1947, prima con lo pseudonimo di Dott. Amal e poi con quello proprio di Petronilla, ha fornito ai lettori delle rubriche del Corriere della Sera, prima tra tutte “la Domenica del Corriere”, consigli utilissimi, soprattutto in considerazione del periodo storico, in cui la guerra aveva ridotto al minimo le disponibilità economiche degli italiani. E così questa donna, che si considerava “comune”, ma che di fatto viene menzionata ancora oggi  come “straordinaria”, spiegava come preparare, ad esempio, una torta al cioccolato… senza cioccolato. Ma le relazioni riguardano un po’ tutte le tematiche legate alla cucina. Qualche tempo fa, la stessa Dott.ssa Casucci ne scrisse una dedicata all’obesità infantile. Questi scritti poi vengono mandati al direttivo nazionale dell’Accademia, che ogni mese decide quali saranno pubblicati nella rivista, che viene pubblicata anche online.

Il convivio (che si tiene solitamente a cadenza mensile) vede ogni volta la partecipazione di personaggi esterni all’Accademia e importanti per il territorio. All’ultimo appuntamento versiliese, per esempio, erano presenti il Comandante della Capitaneria di Porto, Davide Oddone, e una rappresentanza dell’Istituto Alberghiero Marconi. Recentemente la delegazione Viareggio Versilia dell’Accademia – che nel 2014 ha festeggiato i suoi primi 50 anni – ha donato proprio al migliore allievo della scuola in questione, diplomatosi con il massimo dei voti, un assegno da poter destinare alla propria ulteriore formazione.

Alla fine della serata, che ha sempre inizio con il saluto del Simposiarca – che in questo caso era l’Ing. Roberto Figaia -, il ristorante scelto per l’appuntamento viene recensito dai conviviali accademici.

Inoltre ogni anno, una vola all’anno, tutte le delegazioni in Italia e nel mondo organizzano un convivio, tutte nello stesso giorno, per la “cena ecumenica”.

Per approfondimenti e ricette www.accademiaitalianacucina.it

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