Alloggiate in un B&B a Torre del Lago e costrette a prostituirsi sull’Aurelia: in cella i “papponi”

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TORRE DEL LAGO – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pisa hanno disarticolato una banda di ungheresi particolarmente attiva nello sfruttamento di giovanissime connazionali che reclutavano in patria nelle aree di etnia rom. Due le persone arrestate: è  il risultato di una indagine condotta con tempistica rapida, diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Pisa, dottoressa Lidya Pagnini, che ha svelato una triste storia di emarginazione e costrizione cui le vittime erano sottoposte per sostenere le famiglie di origine in Ungheria. La rete organizzativa dell’illecita attività contestata agli arrestati si è rivelata ben collaudata ed efficiente: infatti le prostitute venivano alloggiate in una struttura ricettiva di Torre del Lago lontano da occhi “indiscreti”, accompagnate sulla Statale Aurelia nei luoghi preposti all’attività di meretricio (individuati in Pisa durante l’arco diurno ed in Migliarino Pisano  durante l’arco serale-notturno) e sottoposte a capillare controllo attraverso mirati passaggi e stazionamenti nei pressi dei luoghi di prostituzione. Le ragazze, di età compresa tra i 22 e 25 anni, venivano approvvigionate di tutto il necessario per vivere e prostituirsi: profilattici, salviette umidificate, creme lenitive intime, biancheria intima sexy, perfino un piccolo prontuario contenente le frasi tradotte in italiano da dire ai clienti e un tariffario delle varie prestazioni, che partivano da 50 euro a salire. L’attività d’indagine appena conclusa dai militari ha avuto origine da alcuni controlli effettuati su strada dalle Forze dell’Ordine, dai quali emergeva l’insolita presenza di ragazze ungheresi lungo l’arteria statale Aurelia, permettendo poi di svelare, grazie ai pedinamenti ed ai lunghi appostamenti, un “mondo” fatto di spregiudicati sfruttatori, di giovani ragazze, alcune delle quali già madri. All’esito del blitz, scattato nella giornata di ieri 23 ottobre, sono stati sequestrati contanti per circa 900,00 euro, una distinta bancaria di un conto corrente Unicredit intestato ad uno degli arrestati, l’autovettura utilizzata come “taxi” per trasferire e riprendere le ragazze dai luoghi di “lavoro”.

cc Pisa Gli arrestati, si tratta di Ervin Csikos del 1980 e Zsolt Suha del 1978, entrambi senza fissa dimora in Italia, sono stati associati alla Casa Circondariale “Don Bosco”.

L’operazione si colloca nell’ambito di quelle attività istituzionali volte alla repressione di pericolose forme di degrado come la prostituzione che, oltre ad essere un disdicevole  fenomeno a sé stante, genera spesso molteplici espressioni di criminalità indotta, lesive della pubblica sicurezza.

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