Antenne e emissioni elettromagnetiche, chieste le modifiche alla legge

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VIAREGGIO – I Comitati ed Associazioni hanno chiesto alle forze politiche tutte, incluso il Commissario Prefettizio dottor Valerio Massimo Romeo,  l’attuazione urgente di profonde ed estese modifiche dell’assetto legislativo (normativo e regolamentare) che disciplina le sorgenti di emissione elettromagnetica (CEM) con particolare riferimento alla Telefonia Mobile e, in generale, ai vari congegni funzionanti con le nuove tecnologie “wireless” aventi, comunque, finalità di comunicazione e/o video-comunicazione.

“Qui sotto – scrivono – riteniamo utile fornire un elenco di interventi fondamentali, quale mero esempio di un intervento più complesso e ricco di numerosi contenuti già elaborato in passato, accompagnato anche da progetti di legge.

MOTIVAZIONE DELLA ISTANZA:

La motivazione della suddetta istanza, va ricercata nei risultati conseguiti dalla più recente ricerca scientifica che evidenzia effetti biologici e sanitari, immediati e a lungo termine, dovuti a meccanismi d’azione non di tipo termico, capaci di provocare un serio danno per la salute della popolazione esposta ai campi elettromagnetici (radiazioni EM non ionizzanti) a bassa ed alta frequenza.

Si evidenzia altresì un fortissimo aumento di casi di “elettrosensibilità”, che può ingenerarsi anche ad esposizioni di limitata intensità,  la cui sintomatologia può pregiudicare seriamente la vita familiare e sociale dell’individuo.

A seguito delle suddette recenti acquisizioni scientifiche, è urgente procedere ad una profonda e globale revisione delle normative nazionali e regionali in tema di elettrosmog, mirata, in primo luogo al conseguimento di:

  • Piena attuazione della Legge Quadro (n. 36/2001)
  • Riduzione dei limiti di esposizione, dei valori di cautela e degli obiettivi di qualità, mediante la revisione dei due D.P.C.M del 8/7/2003 relativi ai limiti di esposizione della popolazione generati dai CEM a bassa e alta frequenza.
  • Reale applicazione del Principio di Precauzione e del conseguente Principio della Minimizzazione del Rischio
  • Ripristino di effettivi Obiettivi di qualità
  • Definizione di Pianificazioni, Regolamenti e criteri localizzativi finalizzati alla scelta di siti idonei ad ospitare gli impianti (secondo le competenze di Regioni e di Comuni) nonché alla Programmazione delle installazioni in base a criteri di cautela (secondo le competenze di Regioni e di Comuni) individuando anche i “siti sensibili” e le “aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi” come pure le relative pertinenze
  • Definizione di specifiche competenze degli Enti locali (in particolare per i Comuni) in materia di disciplina urbanistica delle infrastrutture di comunicazione, finalizzate alla reale gestione cautelativa del territorio di competenza relativamente ai rischi da esposizione ai CEM della popolazione e, conseguentemente,estinguere il fenomeno di “antenna selvaggia”
  • Riconoscere la “elettrosensibilità “ come condizione degna di tutela sanitaria e giuridica
  • Riconoscere all’inquinamento elettromagnetico la configurazione di reato da inserire nel “Codice dell’Ambiente” di cui al D.lgs. 152/2006 e successive modificazioni.
  • Informazione e coinvolgimento partecipativo della popolazione.

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