Aria tesa nella commissione ambiente sul regolamento sulla movida

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VIAREGGIO – Stefano Piccolomini –

Una commissione difficile quella che si è svolta stamattina nel palazzo comunale. Ordine del giorno il regolamento sulla “movida”. Un documento a lungo contestato e figlio di improvvise accelerazioni e brusche frenate e che, stamane, è stato discusso di fornte ad una platea di comitati e abitanti, soprattutto del quartiere centro, che temevano, e temono, una totale deregulation delle attività commerciali in città. In questo mese, nelle quattro commissioni dedicate, in città e sui social network si sono rincorsi i favorevoli e i contrari, i promotori della città “per giovani” e i difensori della città “per vecchi”.

“Ho avuto modo di interloquire o essere contestato – spiega il capogruppo del Partito Democratico, Matteo Martini –  da alcuni residenti del centro per le mie posizioni sulla movida. Io non credo che la ragione alberghi da una parte sola, non è mai così. E per carattere non amo le crociate.Inoltre la sera, non si direbbe, se posso sto bene pure a casa e vado a letto presto. Così, per dare una nota di colore.Credo però, è quello che ho provato a dire più di una volta, che quando un’attività economica chiude per colpa di un sequestro che poi viene dissequestrato si sia perso tutti. E credo che quando si arriva a un sequestro significa che qualcosa non ha funzionato, ed è proprio in questo qualcosa che si devono cercare le cause e le soluzioni”. Le opinioni di Martini sono chiare: “Non mi convincono le misure emergenziali, da inventare e modificare ogni volta all’occorrenza. Beninteso, quando ormai il vaso è rotto meglio la colla di nulla.Ma potremmo provare a non rompere il vaso, una volta tanto? Questa è sicuramente una buona occasione per dimostrare alla città che la politica è in grado di smettere di litigare e basta, ma può arrivare a produrre qualcosa di serio e concreto.Ecco, umilmente e pacatamente, da mesi sono convinto che la città abbia bisogno di nuove regole che allarghino le maglie di una burocrazia troppo stringente per chi investe, che garantiscano il decoro e la pulizia degli spazi su cui insistono i locali e che tutelino maggiormente sia la sicurezza degli avventori, sia che impediscano schiamazzi nel cuore della notte.Come? Intanto cercando di capire bene cosa sia questa fatidica notte. Quali siano i suoi limiti, quali i suoi pregi. Provare a mitigare il disturbo ai residenti, che hanno il giustissimi diritto al riposo, ma allo stesso tempo non tacciare i locali o i giovani di essere la feccia di una comunità.Io sono per l’integrazione e l’equilibrio, insomma. E onestamente non mi pare la posizione più rivoluzionaria del secolo, visto che è quanto accade più o meno in ogni grande o piccola città che sia, a vocazione turistica”. Di parere opposto, Rossella Martina che, delinea anche un altro quadro rispetto all’andamento della commissione di stamani e attacca Martini e il presidente della commissione; Favilla: “Dopo tutte le osservazioni possibili immaginabili il presidente Favilla ha detto che bisognava votare subito. Idem il capogruppo del Pd Matteo Martini. Ci siamo risentiti tutti. Ho fatto osservare che era una beffa inaccettabile quella di far venire i comitati e i cittadini per poi prendere le loro osservazioni e cacciarle nel cestino dicendo più o meno – Bravi, ma quello che ci avete detto non ci interessa minimamente e votiamo il regolamento così come è -. Alla fine Martini ha graziosamente concesso di rimandare la commissione a mercoledì mattina alle 9 in modo che possiamo preparare gli emendamenti in base a quanto ascoltato stamani. Una proroga di un giorno e mezzo”.

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