“Da dove arrivano le attuali difficoltà di I Care”, il segretario del Pd ne ripercorre la storia

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VIAREGGIO – “Da dove arrivano le attuali difficoltà di I Care”, il segretario del Pd Filippo Guidi ne ripercorre la storia:

“Per parlare della situazione di I Care e delle difficoltà presenti oggi è necessario fare una breve storia del contesto in cui è nata la società.
Dopo il fallimento della Patrimonio vi è stata ,da parte del tribunale di Lucca, la concessione dell’esercizio provvisorio per sei mesi. In questo periodo il Comune avrebbe dovuto riorganizzare i servizi e il personale per toglierli dalla competenza dalla società fallita. In quei sei mesi si discusse molto, ma poche cose furono fatte concretamente. Del resto anche il giudice, nel dispositivo in cui non concesse ulteriore proroga, afferma in sostanza la stessa cosa. La mancata proroga ha avuto delle conseguenze molto negative, fra cui la più grave è stata sicuramente la chiusura della piscina comunale.
L’allora giunta fu quindi indotta a prendere delle decisioni urgenti, pena la messa in discussione di servizi fondamentali (es. illuminazione pubblica, riscossione tributi ecc.) e conseguente licenziamento di oltre 60 persone.
Fermo restando la nostra contrarietà come partito e consiglieri comunali,  in merito ad una serie di scelte fatte dall’allora maggioranza, il PD diede un contributo forte presentando una serie di emendamenti sul contesto delle delibere di riordino delle partecipate, compreso l’indicazione che la costituzione di I Care doveva essere supportata da  uno specifico piano industriale per evitare, tra l’altro, la nascita di una sorta di “Patrimonio due”. In quei giorni non si ricordano proposte concrete delle forze di Centro-destra, che si limitarono come sempre a richiedere documenti senza mai dimostrare capacità di proporre soluzioni di governo credibili.
Il piano redatto ed approvato dalla maggioranza è quello di cui oggi si discute, che prevedeva in estrema sintesi: 1) l’assunzione di oltre 30 persone provenienti dalla Patrimonio riferite al servizio tributi, i cui costi si finanziano con la provvigione del 5% sugli incassi Imu e Tasi per una previsione annua di 32milioni di euro; 2) la formazione del personale, compresa dunque la parte accertamento e riscossione di chi non ha pagato, tramite la collaborazione con Anci Innovazione. Un inciso: in questo contesto dovremmo anche capire perché la Patrimonio con ben  30 dipendenti nel settore riscossione non faceva la parte coattiva, dopo aver accertato l’evasione, ma questa forse è un’altra storia.
I Care per questo servizio reso da Anci Innovazione avrebbe riscosso una provvigione del 20% di cui il 12% da girare alla stessa Anci Innovazione, sulle cifre effettivamente incassate fino ad un massimo di 300mila  euro annui. Questa parte del piano fu dal PD  giudicata negativamente sia perché la parte spettante ad Anci Innovazione apparve francamente eccessiva, sia perché per attivare collaborazioni esterne, se pur con società pubbliche, sono necessari i procedimenti di selezione, eventualmente anche tramite la piattaforma regionale Start.
Il Commissario Stelo, che  riteniamo non debba essere tirato dalla giacchetta da nessuno ma anzi aiutato in questa delicata fase, si troverà nei prossimi giorni insieme al CdA della società a prendere delle decisioni fondamentali per il futuro di Viareggio. Modificare il piano o andare avanti con collaborazioni esterne? Come PD rimaniamo dell’opinione di percorrere la strada di valorizzazione e formazione delle professionalità interne. Restare fermi comunque è molto rischioso, sia per l Care sia per le casse comunali, che si trovano a dover affrontare una delicatissima fase di risanamento”

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