Asse di penetrazione, il PCI: “La questione viene sollevata in modo effimero e propagandistico”

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VIAREGGIO – “La Segreteria comunale del PCI di Viareggio rileva, con molta preoccupazione, come, ancora una volta, la questione dell’asse di penetrazione viene sollevata in modo effimero e sostanzialmente propagandistico”.

Questa la nota integrale inviata da Paolo Puccinelli:

“Come un fiume carsico tale opzione di tanto in tanto riemerge, quasi sempre con accellerazioni avulse da ogni dibattito serio o contesto concreto.

Questa volta però forse c’è qualcosa di più grave e pericoloso !

Infatti al PCI di Viareggio non sfugge il fatto che l’azione amministrativa degli ultimi mesi si sia distinta soprattutto, dal punto di vista economico, su due elementi che riteniamo molto legati : la vendita delle banchine del porto cittadino e, contestualmente, secondo noi, la campagna per l’uscita del nostro Comune dal Parco.

Noi del PCI abbiamo già detto e scritto che quest’ultima posizione ha come possibile e reale obbiettivo quello di giungere in qualche maniera ad un gestione autonoma del Comune delle aree cosiddette attigue all’area propriamente inserita nel Parco.

L’asse di penetrazione a sud è il palese anello di congiunzione tra queste due operazioni politiche e amministrative, con annessi pericoli devastanti e speculativi per quelle aree, per la darsena e per tutta la città !

Il PCI di Viareggio ribadisce perciò la propria netta e storica contrarietà a tale prospettiva; per motivi di tutela ambientale,per neutralizzare meschini e privati interessi e perchè la situazione economica e produttiva esistente, vedi i casi FIPA e altri….,rende quest’opera inutile e obsoleta.

Detto ciò appare infine quanto mai scellerata e irresponsabile l’idea di svolgere un referendum per i soli abitanti della Darsena.

Questo perchè riteniamo, con tutto il rispetto dovuto a quei concittadini, chequella zona e quei comuni beni naturali sia patrimonio di tutta la città.

Quindi se referendum deve essere esso non può che riguardare tutta la cittadinanza, coinvolgendola in una discussione franca e democratica.

Ma per far tutto questo sarebbe necessario e urgente, invece che bearsi nel lanciare proclami meramente strumentali, intervenire quanto prima sullo Statuto comunale che al momento non prevede tale istituto democratico. Attendiamo quindi azioni puntuali e concrete perchè altrimenti si rimane alle chiacchere e alla becera propaganda”.

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