Asse di penetrazione a sud dello stadio, il PCI: “Siamo contrari”

0

VIAREGGIO – “Abbiamo atteso pazientemente qualche giorno cercando di capire se le ennesime esternazioni del Sindaco rispetto alla questione dell’asse di penetrazione, o via del mare, avessero approdato a sviluppi di una qualsiasi concretezza ma, come sempre, ci sembra che il tutto si stia esaurendo nel solito annuncio”.

Lo scrive in una nota il Partito Comunista Italiano, sezione di Viareggio:

“Questo modo di amministrare una città in crisi e piegata come la nostra non ci convince, né ci appassiona il continuo rincorrere le svolte e i proclami che di volta in volta giungono dal palazzo, ma questa vicenda meriterebbe, malgrado modalità e terminologie inadeguatamente utilizzate, una maggiore serietà e una più concreta attenzione.
Noi del PCI di Viareggio siamo contrari, e lo ribadiamo con fermezza, a qualsiasi idea di far passare quest’opera a sud dello stadio, ma siamo interessati a discuterne con tutta la città, soprattutto però per capire davvero se l’opera da 40 anni in oggetto è oggi realmente necessaria allo sviluppo cittadino o se essa, come appare, non sia oramai solo una cambiale da pagare a gruppi di potere e ad una trasversale compagine politica garante dei loro interessi.
Perché è evidente che sarebbe quanto meno necessaria una serie e realistica analisi della situazione imprenditoriale della darsena, degli sviluppi possibili e concreti che veramente, e non per mera propaganda, attorno ad essa possono iniziare a muoversi, in un mercato della nautica che pare dare segnali di risveglio ma che comunque necessita di ulteriori riscontri e di decisi interventi politici a sostegno dell’occupazione e della sicurezza, per i diritti e la dignità dei lavoratori contro speculazioni e profitti.
I Comunisti del resto pensano, e non da oggi, che il vero obbiettivo sia l’apertura di una strada che possa, anche, servire al mondo della nautica ma con l’intenzione e la vocazione di divenire assai velocemente una via d’accesso al mare, vedi il nome proposto dal Sindaco, strutturata in modo tale da risultare invasiva e lesiva dei beni ambientali di quell’area, sacrificata così a un futuro fatto di cemento e caos sull’altare di interessi privati e speculativi.
Infatti anche la stessa falsa apertura democratica rispetto alle tre ipotesi da anni sul tavolo e al fittizio coinvolgimento popolare lasciano perplessi e aggiungono nuovi dubbi e preoccupazioni per i tempi, i modi e le contrapposizioni enunciate.
Non ha senso civico intendere una discussione, che dovrebbe essere vera e partecipata, solo come una sanguinosa battaglia all’ultimo respiro tra esigenze, bisogni e problemi così rilevanti e del tutto degni di considerazione. Ha altresì senso e spessore democratico e politico cercare di capire cosa sia più utile ai cittadini e ai lavoratori, aprendo un confronto serrato e inclusivo magari avendo un’idea di città e di futuro che guardi un po’ oltre le miserie di una classe politica inadeguata e gli appetiti dei “ furbetti del quartierino “ nostrani.
Purtroppo questa visione, questo lavoro politico e amministrativo per immaginare e realizzare una città diversa e più giusta, dove il progresso collettivo sostituisca i dettami delle logiche di mercato, non ci pare una caratteristica di questa Amministrazione e dei partiti rappresentati in Consiglio Comunale con peso e responsabilità differenti ma ugualmente nocive”.

No comments

*