“Assolto” su tutta la linea, Betti è di nuovo nel Pd

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – “E’ veramente con grande soddisfazione che ho appena appreso dalla decisione assunta dal Collegio dei Garanti regionale del Pd”. Il ricorso presentato da Leonardo Betti, sospeso dal Pd per sei mesi ( leggi anche: Betti sospeso dal Pd: “Sono esterrefatto” – ), è stato accolto nella sua interezza, e all’unanimità: la sospensione è stata revocata, e giudicata illegittima,  e l’ex sindaco di Viareggio torna vincente nel Partito Democratico cosi come il suo vice, Gian Marco Romanini.

“Giustizia è fatta, non avevo alcun dubbio”, le parole di Betti. La sanzione, queste le motivazioni, è stata adottata a seguito di un procedimento disciplinare sommario, chiesto da Sandra Mei e David Zappelli, sub iudice, e sono quindi fondati i motivi riportati in ricorso da Betti: l’iscritto sottoposto a procedimento disciplinare doveva essere informato e quindi messo nelle condizioni di potersi difendere, cosa questa, invece, non accaduta, violando in questo modo la tutela dell’incolpato. Il ricorso dell’ex sindaco, teso a fare annullare, cosa poi accaduta, la sospensione dal Pd, è stato accolto sia nel rito che nel merito.

Mela della discordia, e oggetto del procedimento, fu la famigerata lettera del ragioniere capo Maurizio Nieri, del 18 novembre 2013, secondo l’accusa “nascosta” al Consiglio Comunale, ma secondo la Commissione Regionale di Garanzia, considerata non motivo di richiamo disciplinare, in quanto atto amministrativo e non politico. “La famosa lettera mai fu protocollata – ricorda Betti -, in ogni caso il contenuto della stessa che parlava di un presunto sbilancio di competenza  di tre milioni e 190mila euro, nelle settimane successive il Consiglio Comunale provvide a votare un assestamento di circa 10 milioni rispetto al bilancio di previsione predisposto da Mannino e di ulteriori 53 milioni con il consuntivo”.

“Le accuse completamente infondate contro di noi – aggiunge Betti, anche a nome di Romanini – che la Commissione di Garanzia della Federazione della Versilia del Partito Democratico aveva accolto, sono state completamente respinte e ribaltate da un provvedimento della Commissione Regionale assolutamente netto ed unanime: il Collegio dei Garanti Regionale ha infatti accolto tutte le nostre eccezioni, sia nel rito che nel merito, definendo il procedimento della Commissione federale “sommario” e con “carenza assoluta di motivazione” e dichiarandone anche illegittima la sanzione comminata. Il provvedimento, che non a torto qualcuno aveva definito come un blando e inconsistente tentativo di “killeraggio politico”, a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali, ci dà quindi ragione su tutti i fronti: la nostra scelta quindi di rimanere dentro il Partito Democratico, certi che la giustizia avrebbe alla fine prevalso, trova oggi piena soddisfazione.

E ora? ” E ora bisogna mettersi di impegno – risponde Leonardo Betti -, non rimane che continuare ad occuparci dei veri problemi della città, alle prese con una forte crisi economica, con un dissesto, con un organismo di liquidazione straordinaria ancora non insediato, con scelte da prendere avendo a cuore Viareggio”. Betti di nuovo “in pista” e pronto a ricandidarsi? “Per ora Betti solo di nuovo nel Pd”.

“Per capire il da farsi circa le prossime elezioni comunali di Viareggio, – commenta Emiliano Favilla appena appresa la notizia – credo che la prima cosa da cui si dovrebbe partire è quella di una bella e trasparente analisi su tutte quelle squallide manovre che hanno portato il comune di Viareggio al dissesto e al commissariamento e fatto decadere l’amministrazione Betti eletta democraticamente e con ampio consenso, dai cittadini di Viareggio”.

Sanzioni annullate, quindi, sia per Leonardo Betti che Gian Marco Romanini, mentre è stata confermata la sospensione dal Pd per due anni nei confronti di Sandra Mei e David Zappelli, che avuta notizia della conferma della “condanna” anche in secondo grado si sono dimessi. “Apprendo che la commissione regionale di garanzia ha confermato la sospensione di due anni per i consiglieri Mei e Zappelli e che sono stati “assolti” Betti e Romanini – questo il commento a caldo della Senatrice Manuela Granaiola -: “Nel ribadire tutta la mia solidarietà ai consiglieri sospesi che hanno dimostrato il coraggio di condurre pubblicamente una battaglia difficilissima dimostrando anche la capacità di assumersi chiare e nette resposnabilità, prendo atto che questa è la decisione di un partito dove ancora, in molti casi, intende la lealtà solo come assenso incondizionato privilegiando gli equilibri di governo a quelli di un’intera collettività. Con questa decisione si è ignorato l’evidenza di una situazione amministrativa gravemente compromessa, che aveva visto venir meno la sua maggioranza costitutiva e alle prese con una situazione finanziaria gravissima ormai pubblicamente e da tempo certificata dagli organi competenti. Si è infine ignorato lo stato di un partito, quello di Viareggio, dove di fatto regnava l’impossibilità di un aperto e concreto confronto interno: situazione che – a conferma – ha poi causato il successivo commissariamento. Un partito che sa essere inclusivo a livello nazionale in una situazione molto, molto più complessa. Prendo atto dunque di una situazione che, secondo la mia sensibilità umana prima ancora che politica, considero sconfortante e gravissima”.

 

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