Ato e RetiAmbiente, la replica di Camaiore e Massarosa

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VERSILIA – “Avremmo voluto evitare polemiche pubbliche, su quanto accaduto ieri all’Assemblea di RetiAmbiente e all’Assemblea dell’A.T.O. Toscana Costa – dichiarano l’assessore di Camaiore Simone Leo e il vice-sindaco di Massarosa Damasco Rosi – per non alimentare, senza motivo, tensioni istituzionali tra i Comuni della Versilia che non sono positive rispetto agli interessi pubblici che abbiamo il dovere di difendere e tutelare. Siamo però costretti a farlo perché il ViceSindaco di Pietrasanta ha deciso di dar corpo ad una polemica con i Comuni di Camaiore e Massarosa che è basata su una ricostruzione dei fatti totalmente infondata. Andiamo per ordine. Ieri ci sono state due Assemblee: la prima di RetiAmbiente la seconda dell’ATO Toscana Costa. In quella di RetiAmbiente si discuteva dell’ingresso di Camaiore e Viareggio, attraverso il conferimento della Sea Ambiente, dentro la società. L’importanza di questo passaggio è fondamentale: i comuni diversi da Viareggio e Camaiore ne fanno già parte e, con questa scelta, tutti i Comuni della Versilia, per la prima volta, potranno gestire assieme il ciclo dei rifiuti in un ambito territoriale più ampio in cui si mira a chiudere la stagione degli inceneritori e a puntare sul recupero ed il riciclo dei materiali. Pietrasanta ha votato contro senza dare alcuna spiegazione in Assemblea. Si badi bene: ad oggi RetiAmbiente è una società interamente pubblica ed il tema della cessione del 49% delle sue quote, su cui anche i nostri Comuni hanno aperto, con un documento votato nell’Assemblea dell’ATO Toscana Costa, una riflessione critica, non c’entra nulla, perché se si vuole la gestione pubblica ci vuole che dentro RetiAmbiente ci entrino tutti i Comuni”.

“Successivamente – proseguono – c’è stata l’Assemblea dell’ATO Toscana Costa e, fra gli argomenti all’ordine del giorno, c’era l’indennità di disagio ambientale che spetta a quei Comuni che subiscono effetti pregiudizievoli negativi, in termini di aumento dei fattori di inquinamento ambientale, dalla presenza degli impianti. La pratica è stata rinviata giustamente su richiesta del Comune di Massarosa (ndr intervenuto in assemblea per voce del vice-sindaco Damasco Rosi) poiché vi erano regole sul vincolo di destinazione di dette somme negative per i Comuni e poco chiare anche dal punto di vista contabile. Le motivazioni sono state condivise da tutti, così come il rinvio per approfondimenti. Dopo che la pratica era già stata discussa e rinviata, i Comuni di Viareggio e Pietrasanta, forse per rimediare alla figuretta che aveva collezionato quest’ultimo all’Assemblea di RetiAmbiente, hanno raccolto, su quattro righe scritte a penna in modo frettoloso e poco chiaro, le adesioni di alcuni Comuni allo scopo di ampliare il novero degli impianti la cui presenza darebbe diritto alla detta indennità. Noi abbiamo fatto presente, a latere dell’Assemblea, che la pratica era stata già rinviata e che dunque quell’iniziativa non aveva alcun effetto. Nel merito abbiamo spiegato che era necessario un approfondimento, che potevamo fare assieme di qui alla prossima assemblea, anche perché aumentare il novero degli impianti la cui presenza darebbe diritto all’indennizzo significa o aumentare la TARI dei cittadini o pregiudicare i Comuni che ospitano gli impianti con maggiore impatto ambientale. Non ci hanno voluto ascoltare e le quattro righe in questione sono state lasciate agli atti. Risultato? Nessuno la pratica, appunto, era già stata rinviata e se ne ridiscuterà a settembre”.

“Come si vede – concludono Leo e Rosi – una polemica costruita sul nulla al solo scopo di non raccontare che il Comune di Pietrasanta, stando agli atti, non vuole gestire i rifiuti assieme a Camaiore e Viareggio, evidentemente”.

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