“Avanti piano quasi indietro”, di Alessandro Avanzini

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“Avanti piano quasi indietro” “Avanti piano quasi indietro”, con questo titolo nel 1967 Silvano Avanzini realizzava per il Carnevale di Viareggio un carro di satira politica. La costruzione si presentava con una grossa tartaruga, personificazione del socialista Pietro Nenni, viceministro dal 1963 al 1968 dei primi governi di centrosinistra della storia della Repubblica italiana. Sopra la tartaruga, in posizione dominante, una figura a forma di ragno, simbolo del capitalismo italiano. In breve, dalla voglia riformatrice socialista si passò alla celebre frase pronunciata dal leader Nenni, “sento rumor di sciabole”: il tentativo di golpe del generale De Lorenzo. Da partigiano comunista Avanzini stigmatizzava così la triste vicenda che si concluse con l’annullamento delle tanto agognate riforme. Dal 1967 al 2014 cosa hanno in comune queste date? Sicuramente dal punto di vista storico niente, ma a guardare le vicende con un po’ di leggerezza possiamo forse supporre che il cosiddetto “centrosinistra” questo Paese non l’ha proprio riformato. “Avanti piano quasi indietro” nel 2014 presenta una tartaruga emblema di un’Italia scarnificata. Una Repubblica che aspetta il nutrimento del lavoro, la modernizzazione dello Stato e una maggiore equità fiscale. Dopo l’illusione del grande comunicatore della destra italiana, siamo al grande comunicatore leader del centro – centro – sinistra italiano: Renzi, l’illusionista che nel segno di un demagogico populismo riformatore, fa sventolare sul naso della tartaruga una foglia di lattuga, agognato cibo della ripresa economica italiana.

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