Balneari, è ancora tutto… in alto mare

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VERSILIA – “Il 13 gennaio 2015 a Roma, peggio figura i sindacati dei balneari di categoria (SIB – FIBA – OASI – CNA – ASSOBALNEARI) non la potevano fare. Dopo aver boicottato in ogni modo la partecipazione al Presidio (che comunque ha avuto ugualmente un ottimo successo  fin oltre le aspettative) si sono dimostrati  evasivi  ed inconcludenti nell’incontro con li sottosegretario On Francesca Barracciu. Di contro, invece,  arroganti e prepotenti nei confronti della delegazione  di 300 balneari  venuti da tutt’Italia per partecipare al Presidio davanti al Ministero sede del l’incontro”. La nota stampa, all’indomani del presidio, è di Emiliano Favilla: ” Vicenzo Lardinelli FIBA e  Riccardo Borgo SIB i peggiori.  Giorgio  Mussoni  è scappato via scuotendo la testa  per dire niente di concreto.  Un pò meglio, per disponibilità e soprattutto  per quello che ha riferito ai balneari in presidio appena uscito dall’incontro con la Barracciu,  Cristiano Tomei della CNA Balneatori. Peccato  poi  che anche  Cristiano Tomei, nonostante sia stato il più franco ed onesto  sul risultato dell’incontro con la Barracciu,  abbia sottoscritto il  ridicolo comunicato MINESTRONE  che dice tutto e niente,  fatto da tutti i sindacati al termine dell’incontro con il sottosegretario, che riportiamo in allegato a seguire dopo il comunicato del Comitato e Donnedamare. L’esperienza della giornata di ieri ha ulteriormente confermato che per i balneari non c’è solo il problema Europa e soprattutto governo Italiano, ma anche quello dei sindacati di categoria che  invece di avere un corretto rapporto con la base, preferiscono rispondere alle loro rispettive  confederazioni  come: CONFCOMMERCIO – CONFESERCENTI – CNA – e  CONFINDUSTRIA  che, com’è noto,  non hanno mai appoggiato chiaramente ed esplicitamente le piccole imprese familiari balneari.  Proprio per questo da parte della base dei balneari è stato chiesto,  formalmente e da tempo, un incontro con queste confederazioni  dalle quali non abbiamo mai avuto  ancora nessuna risposta”. “Circa 300 balneari che hanno partecipato al presidio hanno fatto intendere ai rappresentanti del Governo che non sono disponibili a soluzioni che non salvino veramente le circa 30.000 piccole imprese familiari Italiane e le aziende dell’indotto – si legge nella nota a firma del Comitato “Salvataggio Imprese e Turismo Italiano” e l’associazione DONNEDAMARE per le imprese balneari -: “La partecipazione dei balneari ha voluto essere un concreto monito anche per quelle organizzazioni sindacali forse troppo arrendevoli, che non hanno battuto ciglio da quando hanno drasticamente cancellato L’art. 37 del C.n. e che purtroppo continuano a rapportarsi con il governo in modo incerto. Molto grave il fatto stesso che le OO.SS abbiano dato un giudizio positivo dell’incontro di oggi con il sottosegretario On Francesca Baracciu, quando il governo ha parlato di soluzioni con le ASTE INEVITABILI anche per le attuali imprese balneari. Da subito per le nuove concessioni, cosa del resto pienamente condivisibile, ma anche per le concessioni in essere, dopo un eventuale periodo transitorio di qualche anno. La posizione dei sindacati, dovesse rimanere questa sopra rappresentata, sarebbe da considerarsi molto grave fino al punto da far ben riflettere i balneari. Speriamo sinceramente di aver compreso male”. “Il Sottosegretario di Stato ha dimostrato chiara volontà politica per contribuire a risolvere i problemi delle 30.000 imprese balneari italiane Nel corso dell’incontro odierno, il Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali e al Turismo, Francesca Barracciu si è mostrata disponibile a raccogliere osservazioni, rilievi e preoccupazioni da parte degli imprenditori balneari italiani da consegnare poi al Tavolo interministeriale preposto alla stesura del ddl sulla questione, con la volontà di non ingenerare, nocivi allarmismi anche perché la materia è in piena evoluzione – scrivono dal Sib Fiba -: ” L’incontro è stato particolarmente significativo da un punto di vista tecnico, vista la presenza dei massimi rappresentanti degli Uffici Legislativi del MiBACT e del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio. Il lavoro svolto dal Governo fino ad oggi ha avuto lo scopo di una interlocuzione con la CE nella garanzia, richiesta in ambito europeo, di definire con precisione e a breve le questioni relative alla proroga ed il rispetto dei parametri della Direttiva Servizi. Ora si lavorerà in maniera seria ed affidabile con i Sindacati di categoria per contemperare le esigenze della CE al sentito interesse nazionale. Il testo del ddl che scaturirà sarà il più condiviso possibile tra Governo e Sindacati. Il cardine del ragionamento nella interlocuzione tra Governo e CE è stato quello del concetto di non limitatezza della risorsa e del mercato aperto. In questa ottica è stato individuato un percorso condiviso e definito dalla Barracciu su un “doppio binario”: da un lato aprire ai bandi per nuove concessioni (circostanza questa condizionata da una rapida acquisizione di dati certi sugli ampi tratti di litorale del nostro Paese ancora disponibili per nuove concessioni ed in grado di produrre investimenti e nuova occupazione); dall’altra il riconoscimento di un congruo periodo transitorio per le concessioni oggi vigenti. Su tutti gli altri parametri in gioco, durata, indennizzo, sdemanializzazione, canoni, facile/difficile rimozione, utilizzo della battigia, “premialità” derivante da professionalità e competenza, tutti temi trattati con perfetta chiarezza dai Presidenti Riccardo Borgo (SIBFIPE/Confcommercio), Cristiano Tomei (CNA – Balneatori), Fabrizio Licordari (ASSOBALNEARI ITALIA – Confindustria), Vincenzo Lardinelli (FIBA – Confesercenti) e Giorgio Mussoni (OASI – Confartigianato), la Barracciu ha accolto la proposta che i prossimi incontri siano di natura ancor più strettamente tecnica. In maniera più immediatamente stringente sono stati, inoltre, trattati i seguenti argomenti: -inapplicazione da parte dei Comuni della recente giurisprudenza relativa alle procedure di incameramento; -posizione debitoria delle aziende pertinenziali per le quali è stata richiesta con forza che in sede di conversione in legge dell’ultimo Decreto Milleproroghe, si sospenda ogni azione per questi concessionari; -richiesta al Governo di costituzione in giudizio davanti alla Corte di Giustizia Europea al fine di difendere la legge dello Stato sulla proroga delle concessioni demaniali al 2020″.

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