“Basta sgomberi e intimidazioni, quando toccano uno ci toccano tutti”

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VIAREGGIO – “Basta sgomberi e intimidazioni, quando toccano uno ci toccano tutti”. Stamattina scade il tempo concesso dalla Magistratura perche’ le famiglie che hanno occupato il Matteotti, ex casa famiglia ormai in disuso da anni, rilascino l’immobile. E in attesa dello sgombero dalle prime ore Unione Inquilini e Brigata Sociale Antisfratto hanno messo in scena un presidio.

“Inutile dire che nessuno esce – fanno sapere -, l’unica alternativa sarebbe la strada. Il diritto all’abitare non si sgombera, la residenza è un diritto che si viva in una casa occupata o meno. Noi, la crisi creata dai padroni della città non la paghiamo. Gli unici “illegali” sono loro”.

“Nelle ultime settimane – si legge nel volantino distribuito al presidio – abbiamo dovuto assistere ad un intensificarsi di attenzioni e pressioni da parte delle forze dell’ ordine e della magistratura nei confronti delle famiglie che negli ultimi tre anni sono state colpite duramente dalla crisi economica e che per questo in stato di estrema necessità, sono state costrette ad occupare stabili abbandonati da anni,immobili di proprietà pubblica,del comune,del demanio o delle ferrovie,in stato di estremo degrado e che solo grazie alla tenacia, alla fatica e alla solidarietà di centinaia di persone sono tornate ad essere agibili ed abitate,per potersi garantire un diritto fondamentale come quello di avere un tetto sopra la testa.
In questi anni abbiamo chiesto con forza una soluzione per le situazioni di emergenza abitativa, trovando di fronte a noi un muro di gomma da parte delle istituzioni,reticenze continue nei confronti di chi chiedeva aiuto,menefreghismo,a volte vero e proprio astio.
Abbiamo proposto più e più volte una sanatoria per gli occupanti,una sanatoria basata su reddito e l’effettivo stato di necessità e che finalmente venissero assegnate le case popolari lasciate murate,completate quelle in cantiere oltretutto già assegnate,utilizzate le strutture emergenziali troppo spesso lasciate vuote.
Tutte soluzioni che avrebbero fatto risparmiare parecchi soldi,che invece,si è preferito sperperare per continuare ad alimentare il rapporto clientelare con chi sulla gestione delle emergenze ci si è sempre arricchito e che ovviamente non ha mai avuto la volontà di risolvere il problema alla radice.
Pensiamo che la pratica della riappropriazione, il riprendersi uno spazio vuoto e ridargli vita,sia una pratica legittima e necessaria e che il recuperare il patrimonio già esistente sia l’unica formula logica ed efficace per affrontare un problema in tempi di crisi. La ricchezza c’è e stiamo parlando di circa un milione e mezzo di abitazioni in tutto il territorio nazionale. Centinaia nella sola Viareggio.
Invece si preferisce continuare a cementificare vaste aree del territorio,mentre la logica del profitto continua ad essere quella che regola il tema abitativo.
Il governo Renzi, con il Piano Casa di Lupi e la futura legge regionale Saccardi sanciscono in definitiva la volontà di non investire più in Edilizia Residenziale Popolare: nell’art 3 sia permette di svendere il patrimonio pubblico, sia quello vuoto che quello assegnato, e se l’inquilino non intende o non può comprare, viene spostato e l’immobile venduto comunque,mentre con l’art 5 si escludono gli occupanti da ogni possibilità di iscriversi alle graduatorie o anche solo di poter prendere la residenza e quindi accedere ai servizi minimi come luce,acqua,gas ecc.
Tutto questo ci sembra assurdo di fronte ad un così forte bisogno di case popolari.
Ci appare sempre più chiaro il progetto politico-sociale che sta smembrando lentamente i quartieri popolari. Lasciare vuote migliaia di case, gestire in maniera clientelare e mafiosa il patrimonio pubblico, abbandonare i quartieri a se stessi, sfasciare il tessuto sociale ( svuotando il territorio di negozi, artigiani, spazi di socialità) per legittimare sempre più lo smantellamento dei quartieri popolari e la dismissione lenta ma costante del patrimonio pubblico.
Abbiamo quindi deciso questa prima giornata di mobilitazione per rimarcare,nel caso non fosse ancora chiaro,che il diritto all’abitare non si sgombera, che la residenza è un diritto che si viva in una casa occupata o meno, che noi, la crisi creata dai padroni della città non la paghiamo e che gli unici “illegali” sono loro, aderendo anche all’iniziativa lanciata da “Abitare nella crisi” per la data del 31 gennaio 2015 con mobilitazioni diffuse in tutta Italia per il blocco degli sfratti e degli sgomberi, contro il Piano casa nazionale e la nuova legge regionale che dovrebbe essere approvata a breve,contro la vendita del patrimonio pubblico e l’aggressione della rendita che precarizza vite e territori”.

( Foto di Iacopo Giannini )

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