Beccati in auto con una chiave inglese e un coltello, denunciati

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PIETRASANTA – Nel quadro dei controlli predisposti dal Comando Polizia Municipale di Pietrasanta nell’ambito del periodo festivo, nella zona del mercato ortofrutticolo di Via Oberdan, è stato sottoposto a verifica un veicolo con targa di immatricolazione rilasciata in Bulgaria. Il conducente e gli occupanti, tutti di nazionalità romena, sono stati accompagnati presso gli Uffici di Via Marconi per il prosieguo dei controlli di rito.  Da un controllo accurato dei documenti esibiti è emerso infatti che il tagliando e l’attestato di revisione bulgari erano falsi, come confermato dal fatto che erano stati annotati, rispetto ai pochi giorni trascorsi rispetto alla data della presunta visita circa 170.000 km in più rispetto a quelli risultanti dal contachilometri del veicolo, difformità dei dati riportati sui documenti e la certezza fornita dal collegamento al sito del ministero bulgaro che per quel veicolo la revisione non era stata effettuata. Il conducente è stato sanzionato per omessa revisione e denunciato per il reato di falsificazione; sequestrato il tagliando e l’attestato di revisione bulgari.
In Bulgaria , trascorsi i cinque anni dalla prima immatricolazione , la revisione è prevista annualmente. Sebbene il costo della visita , per chi è in Patria, sia di una quarantina di euro, il costo diventa proibitivo per chi ha la disponibilità di un veicolo nel nostro territorio: si considerino le ore di viaggio, il costo del carburante, i pedaggi autostradale sia di andata che di ritorno. Più facile farsi spedire da organizzazione che ha base in Bulgaria, i documenti per via postale.
L’ispezione del mezzo ha portato al rinvenimento, in quanto occultati sotto un tappetino, di una chiave inglese della lunghezza di ben 53 centimetri del peso di oltre 2 chili e di un attrezzo multiuso fra cui la lama di un coltello di  millimetri
Il conducente è stato pertanto denunciato a piede libero in concorso con gli altri due occupanti , uno dei quali minorenne, per il porto non giustificato di oggetti atti ad offendere che sono stati sottoposti a sequestro giudiziario.

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