Betti chiede una commissione di indagine sull’attività del Comune

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VIAREGGIO – Una Commissione speciale d’indagine sull’attività dell’amministrazione,  ai sensi dell’articolo 18 del Regolamento del Consiglio Comunale e dell’articolo 44, secondo comma del T.U. 267/2000, sulle cause che hanno provocato il dissesto finanziario del Comune di Viareggio. E’ questa la richiesta che il Sindaco di Viareggio, Leonardo Betti, ha fatto al Presidente del Consiglio Comunale e ai consiglieri:
“Gentile Presidente, Gentili Consiglieri,
l’approvazione in Consiglio Comunale della delibera sul dissesto finanziario del Comune di Viareggio apre non solo una fase completamente nuova dell’Amministrazione, per agevolare la quale – come è noto – ho formalizzato le mie dimissioni, ma pone anche serissime questioni in ordine all’individuazione degli errori compiuti in passato e delle conseguenti responsabilità.
E’ infatti più che condivisibile quanto mi viene richiesto da più parti, anche negli incontri che sto facendo in questi giorni, di non limitarsi, nell’eventuale prosieguo del mio mandato, a risanare i conti dell’Ente ed ad andare avanti nell’azione di governo con le poche risorse a disposizione, ma anche ad accertare le cause che ci hanno portato a tale situazione, sia per evitare che si ripetano, sia per individuare le responsabilità.
Nessuno, per carità, vuole sostituirsi alla magistratura contabile, che per legge ha competenza nei giudizi in materia di contabilità pubblica ed in particolare di responsabilità degli  amministratori dell’Ente e delle società controllate, i quali vengono chiamati a rispondere del loro operato in caso di danni patrimoniali per comportamento doloso o colposo.
Ciò nonostante, un’attività di collaborazione di questo Ente a supporto della magistratura contabile è non solo opportuna, ma anche doverosa: questa città e la sua classe politica potranno così dare la dimostrazione più tangibile che non hanno passivamente subito le contestazioni mosse, ma le hanno fatte proprie e si fanno parte attiva affinché queste trovino responsabilità precise.
Come è noto, con delibera di Giunta n. 195 del 26/9/2014 questa Amministrazione ha dato indirizzo al Segretario Generale affinché, tra l’altro, provveda ad “un ulteriore e specifico approfondimento dei rilievi mossi” dall’Ispettorato del MEF con la nota relazione ricevuta da questo Ente il 16 luglio 2014: si tratta di un atto importante che va nella direzione sopra indicata, giacché l’Ispettorato del Ministero ha svolto il proprio lavoro tramite campionature sui provvedimenti dell’Ente ed è condivisibile, oltre che doveroso, accertare anche internamente se vi siano stati altri comportamenti censurabili, oltre a quelli individuati dal MEF.
Il primo comma dell’articolo 18 del Regolamento del Consiglio Comunale recita:
Su proposta del Presidente del Consiglio comunale, su istanza sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri in carica o a seguito di segnalazione di gravi irregolarità effettuata dal collegio dei Revisori dei conti o dal difensore civico, il Consiglio comunale, nell’esercizio delle sue funzioni di controllo politico – amministrativo, può costituire, a maggioranza assoluta dei propri membri, nel suo interno, Commissioni speciali d’indagine sull’attività dell’amministrazione, ai sensi dell’art. 44, secondo comma del T.U. 267/2000, incaricate di effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti e comportamenti tenuti dai componenti degli organi elettivi, dai responsabili degli uffici e servizi, dai rappresentanti del Comune in altri organismi, comprese le società e gli enti a qualsiasi titolo partecipati.
A fronte di una disposizione regolamentare così chiara e degli obiettivi sopra enunciati, La invito pertanto a valutare insieme alla Conferenza dei Capigruppo se sussistano le condizioni per istituire una Commissione speciale d’indagine sull’attività dell’amministrazione, ai sensi dell’art. 18 del Regolamento del Consiglio Comunale e dell’art. 44, secondo comma del T.U. 267/2000, sulle cause che hanno provocato il dissesto finanziario del Comune di Viareggio.
Ce lo chiede la città, ce lo impone la nostra coscienza”.

 

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