Betti risponde alla Granaiola: “Cara Manuela, fare il sindaco non è un giro di giostra”

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VIAREGGIO – Dopo gli attacchi, ripetuti, a firma della senatrice del Pd Manuela Granaiola, ecco la lettera di risposta del sindaco Leonardo Betti, che pubblichiamo integrale:

“Cara Manuela,

ti scrivo queste poche righe, dopo il tuo ennesimo intervento di ieri sulla stampa usando, io credo, frasi non molto rispettose verso il Sindaco della tua città e, per di più, del tuo medesimo partito.

Fare il Sindaco, ti assicuro, non è “un’ennesimo giro di giostra”, è una fatica quotidiana ed immane, specie se hai ereditato da governare una città devastata, coi conti in rosso, con una macchina comunale che non funziona come dovrebbe. Non ho idea se fare la Senatrice comporti gli stessi sforzi, ma ti assicuro che i miei meriterebbero più rispetto, specie da chi condivide con me un percorso politico comune.

Quello che rilevo dalle tue parole tranchants è un atteggiamento distruttivo, come se la prospettiva di un commissariamento fosse una prospettiva rosea ed accettabile per la nostra città. Noi, al contrario, avremo bisogno di tutta la saggezza dei senatori della Repubblica piuttosto che di muri che creano ulteriori problemi.

Sulla nomina di Giovanni Giannerini, ho già detto che era stata accettata con riserva proprio per i dubbi di legittimità che avevamo: riserva che abbiamo sciolto nella giornata di ieri, quando Giovanni, molto generosamente, si è fatto definitivamente indietro. Permettimi però di pensare che da una autorevole esponente del mio partito mi sarei aspettato un intervento più che su una nomina sulla quale tutti avevamo già dei dubbi, sul fatto che una importante società partecipata dal Comune venisse messa in liquidazione, con tutte le conseguenze del caso per i lavoratori e per un asset importante di questa città: ma questo, mi pare, non interessi mai quanto la spicciola polemica politica quotidiana.

Sul dissesto, mi pare che stiamo portando avanti con determinazione ma anche – ti assicuro – con grande sofferenza, questa scelta che purtroppo è inevitabile. Due sabati fa hai avuto modo di dire alla stampa come la pensavi e vedo che purtroppo non hai cambiato idea, nonostante il tuo recente intervento all’Assemblea del PD: la dichiarazione di dissesto non è sufficiente, se non accompagnate dalle mie dimissioni. Anche qui, mi sarei aspettato da una Senatrice della Repubblica qualche parola diversa, ad esempio sulle gravissime responsabilità di chi ha portato Viareggio al dissesto, con una gestione dissennata e creativa della finanza pubblica locale, o un impegno a dare una mano al Comune a livello nazionale, con quella generosità che so che non ti manca ma anche con la medesima disponibilità che altri tuoi colleghi in questi giorni difficili mi stanno dando.

Quanto al mio futuro, spero di non deluderti: non ho alcuna intenzione di dimettermi, fosse solo che questa città non si merita un lungo doppio commissariamento (quello per i conti in rosso e quello per un eventuale scioglimento del Consiglio Comunale), vista la difficile situazione economica in cui versa.

Non solo: ritieni davvero sensato che nell’opinione pubblica viareggina si sedimenti l’impressione che più si avvicina una possibile – ancorché devastante – soluzione per le disastrate casse del Comune, più tu tendi ad alzare il livello dello scontro come se le polemiche su dissesto, nomine, prepensionamenti, coinvolgimento della città fossero solo strumentali ad un obiettivo più alto, se così si può definire la defenestrazione del primo cittadino del medesimo partito?

Io non ci credo. Posso infatti pubblicamente affermare che personalmente non ho mai creduto alla teoria del complotto che ti vorrebbe pronta a guidare Viareggio al mio posto, fosse solo perchè hai condiviso anche a livello nazionale il ricambio generazionale della classe dirigente del nostro partito.

Proprio perché non ci credo, cara Manuela, credo che sia venuto il momento di volere più bene alla nostra città. Mi auguro quindi che riusciremo presto a mettere da parte questi battibecchi sulla stampa e ad iniziare a lavorare insieme per disegnare una prospettiva diversa per Viareggio: ti aspetto presto in Comune, accanto a me e nel mio ufficio, a condividere le scelte insieme a me, anziché dialogare tramite le pagine dei giornali.

Un caro saluto”

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