Betti si dimette ma punta al bis

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini) – Si è dimesso subito dopo la votazione della delibera di dissesto finanziario ( leggi anche:A Viareggio è il D(issesto)-day, Betti pronto alle dimissioni ) . Leonardo Betti ha scelto di fare un passo indietro e approfittare così del periodo di 20 giorni previsto dalla legge per “ricrearsi” una maggioranza e una nuova squadra di governo. Già, perché le dimissioni date sono funzionali alla creazione delle basi per un bis, un nuovo corso, le sue non sono “dimissioni dalla carica”, ma un prendere tempo per rilanciarsi e – ovviamente – accordarsi. Un passo indietro il suo rispetto alle dichiarazioni di ieri l’altro, quando imperterrito dichiarava di “non avere alcuna intenzione di dimettersi”.

“La situazione non è la migliore per proseguire in questo modo, non avevo intenzione di dimettermi perchè pensavo ci fosse una speranza di proseguire, possibilità che però ad ora non c’è – ha spiegato il Sindaco – ma credo in una nuova fase per il governo di questa città, pertanto devo fare un passo indietro per facilitare questa operazione, e quindi rassegno le mie dimissioni per aprire questa fase di 20 giorni di consultazione”. “Credo nel primato della politica, possiamo fare davvero molto collaborando – ha proseguito Betti prima di dare lettura della lettera di dimissioni – ma sono deciso ad evitare alla città il doppio commissariamento: quello per i debiti pregressi e quello per la caduta della giunta”.

A regolare questa situazione è l’articolo 53 del TUEL, che al comma 3 specifica: le dimissioni presentate dal sindaco (…) diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale nomina di un commissario”. Ecco che pertanto, a partire da domattina Betti inizierà a lavorare alla creazione di una squadra di governo che possa garantirgli un maggiore sostegno possibile in consiglio comunale, il “campo di battaglia” attraverso i cui equilibri si decide la sopravvivenza dell’Amministrazione. Betti dovrà giocoforza rafforzare la sua posizione e sarà per lui necessario riavvicinare Zappelli e Mei, e chi con loro (leggi Granaiola, ndr); non solo, il Sindaco punta a recuperare il rapporto con SEL, con i Vendoliani che – pur avendo presentato una mozione di sfiducia – non hanno ancora espresso una posizione definitiva su un eventuale loro rientro in maggioranza a seguito di un completo rinnovo dell’Amministrazione. Il “mercato delle vacche” (come definito da Martina e Santini) è iniziato, nei prossimi venti giorni sapremo se, come e con chi Betti proseguirà la sua avventura da Sindaco di Viareggio oppure se a Viareggio arriverà un nuovo commissario.

Ma c’è anche un’incognita, una sorta di variabile che aleggia nell’aria, al tempo stesso concreta e aleatoria: le dimissioni in blocco di tredici consiglieri, che chiuderebbero i giochi. L’opposizione ha dichiarato oggi di avere 11 firme e ha invitato i due consiglieri di SEL ad unirsi, dal canto loro Bozzoli e Madrigali hanno rimandato ogni qualsiasi decisione a dopo l’assemblea di partito prevista per stasera. Sforzi probabilmente inutili visto che Mei e Zappelli, i due dissidenti del Pd, sembrano aver cambiato idea.

Qusto il testo integrale della lettera letta da Leonardo Betti a fine assise:

“L’approvazione oggi in Consiglio Comunale della delibera sul dissesto apre una fase completamente nuova dell’Amministrazione, che necessita di una forte coesione politica che attualmente non è presente.
E’ necessario un lavoro profondo, all’insegna della verità dei conti, del loro risanamento, ma vi è anche bisogno di dare una speranza quotidiana a tutti i cittadini: tutto questo richiede ancora maggiore forza e determinazione.
Per fare questo serve una grande forza di volontà di uomini e donne che hanno scelto di spendere il proprio tempo, la propria persona ed il proprio impegno per una città che merita di vivere bene, di riprendersi, di attraversare anche momenti bui ma sicuramente diretti ad una visione più ampia e serena.
Si tratta, dunque, di voltare pagina e di costruire una fase completamente nuova per la città.
Abbiamo venti giorni di fronte a noi prima che la città sprofondi ulteriormente in un doppio commissariamento, quello per lo scioglimento del consiglio e quello per il dissesto finanziario, aprendo una fase totalmente nuova, mai sperimentata in Italia: si tratterebbe di una città doppiamente commissariata dallo Stato e Viareggio non si merita di certificare la fine della politica in città.
Sono infatti convinto che i partiti politici e le persone che li compongono, specie quelli che mi hanno sostenuto in campagna elettorale, vogliano evitare a Viareggio la soluzione del doppio commissariamento e sappiano, insieme a me, definire un nuovo programma per la città, scevri da pregiudizi e posizioni precostituite.
Questo non è un segnale di debolezza ma la rappresentazione massima di una responsabilità  e di una consapevolezza nell’aver intrapreso la strada della trasparenza e della legalità con tutta la voglia e la determinatezza che un uomo può avere.
E’ per questo che, in ottemperanza al dettato normativo del Testo Unico degli Enti Locali, intendo avvalermi della facoltà concessami dall’art.53, comma 3, del Testo Unico citato. “

( Foto di Iacopo Giannini )

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