Bimbo rapito alla Stazione, i genitori fanno denuncia alla Polfer: arrestata una donna

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VIAREGGIO  – Un bimbo di tre anni e mezzo, figlio di una coppia romena senza fissa dimora, è stato rapito la notte scorsa alla stazione ferroviaria di Pisa e rintracciato, per fortuna, solo poche ore dopo dalla Polizia nel centro cittadino. La donna che l’ha portato via è stata arrestata.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, intorno alle 2, la coppia che era giunta in stazione da Viareggio si era addormentata nell’atrio della stazione pisana e intorno alle tre si è accorta della sparizione del figlio, denunciandone subito la scomparsa alla Polfer. La visione delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza ha poi permesso di ricostruire i fatti: una donna, che poi risulterà essere una macedone senza tetto, approfittando del sonno della coppia si  era avvicinata al passeggino del piccolo e aveva iniziato a spingerlo per poi allontanarsi. La donna è stata rintracciata intorno alle 10 di questa mattina e arrestata mentre il piccolo è già stato riconsegnato ai genitori.

A conclusione di complessa attività d’indagine, iniziata stanotte e conclusasi questa mattina, condotta dalla Squadra Mobile pisana della Polizia di Stato, e, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa si è proceduto all’arresto in flagranza di M.A., nata in Macedonia nel 1994 in Italia senza fissa dimora, con precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti, perché resasi responsabile del reato di cui all’Art. 605 comma 3 di sequestro aggravato di persona. La sera dell’1 settembre 2016, una coppia di cittadini rumeni, in Italia senza alcuna abitazione, a bordo di treno sono scesi alla stazione ferroviaria di Pisa provenienti da Viareggio, insieme al loro figlio minore di 3 anni e 8 mesi. Una volta arrivati a Pisa, hanno deciso di uscire dalla stazione e, non avendo risorse economiche hanno deciso di sistemarsi per la notte sotto le logge adiacenti alla stazione. I genitori si sono sdraiati in terra mentre il bambino lo hanno lasciato all’interno del passaggino, visto che già stava dormendo. Quando il padre si è svegliato e si è accorto che il passeggino non era più accanto a loro e poiché davanti al luogo di fortuna era aperto un esercizio commerciale straniero, il padre ha chiesto informazioni, ma nessun avventore presente al momento, è stato in grado di fornirgli notizie. Nel frattempo il padre, anche grazie all’aiuto di un autista di taxi, ha chiamato subito il 113 e gli equipaggi Volante si sono messi alla ricerca del bambino. Contemporaneamente è intervenuto il personale della Squadra Mobile che oltre a sentire i genitori mediante un interprete, ha avviato l’attività informativa tesa al rintraccio dei responsabili. Dall’esame congiunto con il personale delle Volanti, delle telecamere sistemate nella zona della stazione, si è potuto inquadrare la sagoma di una donna che intorno alle ore 02.00 circa spinge un passeggino verso la piazza della stazione. Dalla visione i sospetti sono immediatamenti ricaduti su una donna di nazionalità macedone, già conosciuta negli Uffici della Questura pertanto, dopo aver avuto la certezza da parte dei genitori che il passeggino spinto dalla donna fosse quello dove era custodito il bambino, sono iniziate subito le ricerche che si sono estese nelle zone periferiche della città e, intorno alla stazione ferroviaria dove bivaccano le persone disperate. Durante le ricerche tenuto conto della disperazione dei genitori del piccolo, sono stati allertati anche i servizi sociali mentre il personale della Squadra Mobile tentava di confortarli. Alle ore 10 di stamani (02.09.16), a seguito di attività informativa, il personale della Squadra Mobile è venuto a conoscenza che la donna ricercata, si trovava nascosta in un appartamento nella zona semi-centrale di Pisa, ubicato sui lungarni pisani. La Procura nella persona del Sostituto Procuratore Flavia Alemi, già informata nelle prime ore della mattina, autorizzava l’irruzione dentro la casa difatti, dopo essere entrati all’interno di una corte condominiale, si sentivano i pianti disperati di un bambino. Avendo avuto la certezza che potesse trattarsi del bambino rapinto i poliziotti della Squadra Mobile, passando per le finestre poste al piano terreno rialzato, lo hanno trovato seduto su un lettino che stava piangendo disperatamente mentre la donna, responsabile del sequestro di persona si trovava dentro il bagno con le finestre e la porta chiusa. Riconosciuto subito il bambino da parte dei genitori ai quali nel frattempo era stato portato da personale femminile della Squadra Mobile, M.A.è stata ammenettata e dichiarata in arresto per il reato indicato. Accompagnata negli Uffici della Squadra Mobile, dopo gli accertamenti di rito è stata associata presso la locale casa circondariale “Don Bosco”, e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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