Blitz contro i “tarocchi”, la Capitaneria sequestra 1500 pezzi contraffatti

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Blitz antiabusivismo commerciale della Guardia Costiera sull’intero litorale del Comune di Forte dei Marmi. I Militari della Capitaneria di Porto di Viareggio e dell’Ufficio Locale marittimo di Forte dei Marmi, coordinati dal Capo del Compartimento marittimo di Viareggio Marco Alberto Iacono, sono stati impegnati – nella mattinata odierna – in una vasta operazione finalizzata a contrastare l’illegalità nel settore del commercio ambulante effettuando numerosi accertamenti e controlli sulla costa, in corrispondenza del litorale fortemarmino. L’operazione, che rientra nell’ambito dell’intensa attività estiva condotta dalla Capitaneria di Porto, ha portato al sequestro di oltre 1500 pezzi tra vestiti, borse, occhiali, asciugamani, bigiotteria e giocattoli. Rilevante il bilancio stilato al termine della complessa attività, in cui sono stati impiegati tre nuclei operativi della Guardia Costiera: oltre al sequestro della merce illegalmente commercializzata, sono state comminate sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti fermati ed identificati, per un ammontare complessivo di quasi 25.000,00 euro, poiché sprovvisti di permesso per svolgere l’attività di commercio ambulante sul territorio comunale e sul demanio marittimo. L’operazione si attesta quale ulteriore dimostrazione della sinergia d’intenti e d’operato della Guardia Costiera anche con altre istituzioni, chiamate a collaborare e cooperare, a tutela della legalità ed a vantaggio del cittadino.
Proseguono, inoltre, i controlli sull’ordinato svolgimento della pesca marittima e sull’intera filiera della commercializzazione di prodotti ittici per reprimere tutti i comportamenti illeciti che possano trarre in inganno il consumatore o violare norme a tutela della risorsa ittica. Nella stessa giornata, infatti, i militari della Guardia costiera di Viareggio hanno sequestrato in ambito portuale prodotti ittici provenienti dalla pesca sportiva per un quantitativo di oltre cinque volte superiore il limite consentito dalla legge, contestando al pescatore una sanzione amministrativa di 1000 euro.

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