Bolkestein, gli stabilimenti balneari della Versilia imiteranno Spagna e Portogallo

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VERSILIA – Gli stabilimenti balneari della Versilia imiteranno Spagna e Portogallo per difendersi dalla direttiva Bolkestein. E’ questa la strada che i balneari della costa prenderanno per tutelare le loro imprese e migliaia di posti di lavoro tra diretti ed indiretti. Un risultato immediato lo ha già prodotto il lungo giro di consultazioni ed incontri che si sono tenuti martedì 9 giugno, a Bruxelles, nella sede della Commissione Europea, da parte della delegazione dei balneari guidata da Massimo Mallegni composta da Daniele Mazzoni (in rappresentanza della Efebe – European  Federation of Beach Enterprises, Assobalneari Italia-Confindustria, Consorzio Mare Versilia e Associazione Balneari Lido di Camaiore), Carla Mattugini (Balneari Forte dei Marmi), Piero Bellandi (Sip Confcommercio Toscana), Francesco Verona (Balneari Marina di Pietrasanta), Roberto Antonelli (Balneari Pisa): incontrare Daniel Calleja, Direttore Generale del mercato interno e dell’Industria della Commissione Europea, esporgli in un “faccia a faccia” durato quasi un’ora le preoccupazioni di un “business model” unico nel panorama europeo ed ottenere la promessa di una ispezione-missione per toccare con mano il modello balneare italiano. L’obiettivo di partenza è mettere nelle condizioni la Commissione Europea di rendersi conto che la Direttiva Bolkestin, così come interpretata, mina i principi della libera concorrenza e delle regole uguali per tutti in Europa. Principi su cui è stata fondata l’Unione Europea e che in più occasioni, durante l’incontro, il Direttore Generale della Commissione ha ribadito insieme alla volontà da parte dell’Ue non vuole assolutamente ledere i diritti degli imprenditori balneari italiani. “lo spirito della libera concorrenza è venuto palesemente meno; – spiega Massimo Mallegni che ha incontrato Calleja grazie al canale attivato dal Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo, Antonio Tajani – In Spagna le concessioni sono state prorogate per 75 anni, in Portogallo è stato reintrodotto il diritto di insistenza. In Italia invece rischiamo di vederesparire sotto i nostri occhi e nel disinteresse del nostro Governo un settore vitale per la nostra economia. E’ questo il nodo fondamentale su cui baseremo la nostra azione da ora in avanti”.

La missione a Bruxelles è stata caratterizzata da un lungo incontro di preparazione,  con gli esperti di negoziazione in ambito Ue durato ben quattro ore utile ed indispensabile per produrre la redazione di un documento, essenziale, concreto e molto chiaro, destinare a creare, per la prima volta, le condizioni tecnico-politiche per riaprire la partita della aste. “Lo spartiacque – ha spiegato Calleja alla delegazione – sarà la sentenza della corte di giustizia europea attesa entro la fine dell’anno. Quello sarà un momento decisivo e fondamentale che ci dirà come adattare la strategia per riequilibrare il mercato”. La visita del Direttore Generale Calleja, dovrebbe già avvenire nei prossimi due-tre mesi, fa parte di una strategia ben definitiva, anche grazie agli ottimi uffici di Tajani, che prevede un’azione di pressione vigorosa nei confronti del Governo italiano fino a qui “molto poco influente”. “Se l’Europa vuole mantenere un rapporto di equilibrio tra gli stati membri non sta andando, con le aste, in questa direzione. Il mercato è falsato: Spagna e Portogallo sono stati messi nelle condizioni di avere quelle certezze che oggi mancano alle nostre imprese. Nel periodo 2000-2010 gli investimenti in Italia sono stati più di 100 milioni di euro, 10 nella sola Versilia producendo indotto e posti di lavoro. La direttiva Bolkestein ha azzerato gli investimenti provocando solo danni ed incertezza. Il gap con gli altri paesi competitor nel segmento del turismo balneare è destinato ad aumentare pericolosamente rischiando di distruggere un comparto che produce il 7% del Pil nazionale. Sarà questo uno degli aspetti centrali su cui baseremo la nostra difesa”. Mallegni è molto soddisfatto dell’incontro: “siamo riusciti – analizza ancora Mallegni – a creare tutti i presupposti per una svolta finalmente importante di questa questione. Il Direttore Generale ci ha assicurato che lavorerà, insieme a noi, per risolvere il problema delle concessioni e mettere così tutti nelle condizioni di competere alla pari sul mercato. Ora aspettiamo lui e il suo staff in Versilia per fargli toccare con mano un modello di impresa unico in Europa”. La Direzione Generale del mercato interno ha molto apprezzato il fatto che gliimprenditori si siano dati una struttura sovranazionale, la Efebe. Già fissato un nuovo “viaggio” per monitorare il percorso tecnico-politico attivato durante l’incontro con il Direttore Generale ed il suo staff. “C’è molta più fiducia oggi; – conclude Mallegni – ora abbiamo gli interlocutori giusti per far valere le nostre ragioni di paese membro”.

1 comment

  1. EMILIANO FAVILLA 10 giugno, 2015 at 20:33 Rispondi

    SCUSATE LA FRANCHEZZA MA MI PARE CHE IN QUEL VIAGGIO A BRUXELLES CI SIA TANTO FUMO , NIENTE ARROSTO E TANTA PROPAGANDA. NON NE FACCIO UNA COLPA A CHI HA CREDUTO IN BUONA FEDE DI FARE UNA BUONA COSA, E’ SUCCESSO ANCHE A ME DI ESSERE USATO. N O A L L E A S T E

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