Bolletta esosa, i pescatori diffidano Gaia

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VIAREGGIO – La bolletta dell’acqua della Cittadella della Pesca? Spropositata. Se si pensa, poi, al tubo rotto e il mancato intervento del Comune, nonostante i ripetuti solleciti inviati dalla cooperativa dei pescatori, che, loro malgrado, si sono visti costretti a rivolgersi a un legale, la cui lettera di diffida riportiamo integrale: ” Con lettera raccomandata del 29.11.2013 questa società provvedeva a comunicare con la massima sollecitudine a Codeste autorità l’evento dannoso suddetto, denunciando il mancato utilizzo di acqua, di fondamentale importanza per i servizi della banchina pescatori Natino e, conseguentemente, con considerevoli danni al settore e problemi igienici. Nella stessa lettera veniva richiesto al Comune di Viareggio il rapido accertamento dei fatti e delle responsabilità oltre al dovuto ripristino della tubatura per l’utilizzo dell’acqua, a partire da tale momento non più utilizzabile, il Comune di Viareggio, però, ignorava tali richieste. Nei mesi successivi, la società GAIA richiedeva alla scrivente cooperativa il pagamento di una somma spropositata per consumi inerenti i suddetti fatti pari ad euro 197.444,79 prevedendo consumi giornalieri di acqua assolutamente incongrui e non rispondenti ai consumi effettivi. Con successiva lettera 7.6.2014 a seguito di reiterate trattative, comunicazioni, incontri, la Cittadella della Pesca, dopo aver ribadito le proprie ragioni tra cui la non attribuibilità e quindi l’estraneità da qualsivoglia obbligazione per i suddetti consumi, denunciava il mancato ottenimento da parte del Comune di Viareggio della concessione degli spazi ove poter usufruire in piena conformità di legge dell’erogazione di acqua e di energia elettrica. Ciò nonostante, la mia assistita si era altresì prestata, nonostante carenze più oltre specificate, ad intestarsi l’utenza per consentire ai propri soci di poter usufruire di quei fondamentali servizi oggetto della presente contestazione. Si sottolinea, inoltre, che il Comune di Viareggio si rendeva altresì inadempiente per non aver effettuato, sempre su richiesta della scrivente, una verifica lungo tutto il tracciato al fine di individuare le perdite sulle tubature, le eventuali manomissioni e gli accessi indebiti, ove riscontrati, sulla rete idrica comunale. La Cooperativa aveva in buona fede e correttezza richiesto al Comune di Viareggio la concessione dei suddetti spazi e, nonostante il mancato rilascio di tale atto amministrativo, si trovava nell’impossibilità di intervenire materialmente sulla rete comunale non avendone il titolo e, quindi, non avendo la conseguente diponibilità delle colonnine erogatrici, per altro già concluse e funzionanti secondo un progetto finanziato con i fondi pubblici della pesca. Alla luce di quanto sopra esposto, la Cooperativa mia assistita, nel dichiararsi estranea e, pertanto, non tenuta al pagamento della inverosimile somma richiesta, ritiene responsabile ed obbligato nei confronti della società GAIA, il Comune di Viareggio, da sempre reso edotto della problematica e che, sino a tutt’oggi, si è reso completamente insensibile alla vicenda.

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